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Foto del 14 ottobre 2023

Oggi vi portiamo alla scoperta di uno dei luoghi più "completi" del nostro Appennino. Un luogo scarsamente frequentato dagli escursionisti perché ritenuto poco impegnativo, ma in assoluto tra i più interessanti dell'Appennino reggiano. Stiamo parlando della "dorsale Valestra-Fosola", una linea montuosa che si estende per una decina di chilometri nel Comune di Carpineti e che separa la valle del Secchia da quella del Tresinaro. E non esageriamo nel ritenere questa zona la più interessante del nostro Appennino, perchè è in grado di coniugare aspetti strettamente geologici, a quelli paleontologici, botanici, faunistici, archeologici e paesaggistici. La chiave di questo successo è dovuto sicuramente all'orientamento trasversale di questa catena montuosa che si snoda sud-ovest nord-est e che per tale ragione vede uno sviluppo differente tra i due versanti. La sua formazione è principalmente dovuta al sollevamento marginale della vasta sinclinale arenacea della valle del Tresinaro, che si estende nella media montagna reggiana nel territorio di Carpineti. Quindi è corretto affermanre che ha avuto un'origine "tettonica" a causa dei movimenti degli strati rocciosi nella crosta terrestre. Questo sollevamento è evidente lungo la strada provinciale da Baiso a Carpineti, dove il Monte Valestra si presenta come una guglia affilata che precipita a strapiombo nella valle del Secchia sul versante orientale, mentre sul lato opposto scende più dolcemente verso il fondovalle del Tresinaro. Questa morfologia unica ha creato una grande diversità di ambienti, con pareti rocciose verticali, pendii più dolci, esposizioni solari intense e aree protette a nord, ognuna con condizioni ambientali distintive. Questa diversità di ambienti si traduce in una varietà di ecosistemi, inclusi ambienti ipogei naturali all'interno delle cavità rocciose dove si trovano specie faunistiche adattate a questi ambienti sotterranei. La dorsale montuosa del Valestra-Fosola ospita anche un ricco patrimonio paleontologico, con fossili di bivalvi, gasteropodi, echinodermi, denti di squalo e altri organismi marini antichi ben conservati, che si trovano nelle arenarie che costituiscono la struttura geologica di questa zona. Dal punto di vista vegetale, i versanti esposti ad est sono caratterizzati da un querceto adrifilo con roverella, ginepro comune ed orniello, mentre i versanti a nord-ovest sono coperti da un bosco mesofilo con carpino nero, acero montano, frassino e occasionalmente pioppo tremulo. Questa zona è anche l'habitat di castagneti, che un tempo erano diffusi lungo tutta la dorsale. Dal punto di vista faunistico, il versante orientale ripido è un'area di rifugio e riproduzione per uccelli rapaci di notevole importanza, come il Falco Pellegrino e probabilmente anche il Gufo Reale di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa. Inutile parlarvi dell'aspetto storico che aleggia su tutta la zona, dove si respira ancora il sapore della lotte alle investiture di inizio millennio scorso nel nome di Matilde di Canossa. Il Castello delle Carpinete è come un diamante che brilla nel mezzo di questa dorsale, in buona compagnia dell'affascinante Pieve di San Vitale poco distante e facilmente raggiungibile a piedi lungo il sentiero che li unisce. Proprio dov'è stata catturata questa immagine fotografica di cui dobbiamo ringraziare Leonardo Ferri.
Foto del 14 ottobre 2023