Foto del 14 luglio 2024
Grazie a questo scatto di Giuseppe Coliva andiamo alla scoperta del piccolo centro di Leguigno e soprattutto del suo affasciante castello.
Leguigno è emerso come parrocchia agli inizi del secondo millennio e come contea verso il XIV secolo, quando la nobile famiglia dei Fogliani costruì il suo mastio sulla collina più alta del borgo di Montata.
Oggi conta circa 400 abitanti, ma a metà del secolo scorso arrivò a contarne anche 1.000
Il Castello di Leguigno, ora una corte fortificata in ottimo stato e visitabile, sorse dove probabilmente si trovava una piccola guardiola, necessaria ai tempi di Matilde di Canossa per il funzionamento del "sistema" di castelli, spesso collegati visivamente tra loro, con cui la Gran Contessa amministrava il suo vasto territorio. I Fogliani mantennero il controllo della Contea di Leguigno fino al XV secolo, proteggendola come una sorta di "exclave" visconteo-parmense incuneata oltre il torrente Enza, in pieno territorio estense, prima di venderla a Ferrara, che la affidò alla turbolenta famiglia dei Bebbi. Questi ultimi la conservarono come un'oasi nascosta in cui rifugiarsi durante le scorrerie e le battaglie tra "guelfi e ghibellini" locali, che insanguinarono il territorio reggiano durante la prima metà del Cinquecento.
Leguigno godette del privilegio di essere una "zona franca" con relativi privilegi, esenzioni e detassazioni, ma al contempo fu una "zona dimenticata" e rifugio di fuorilegge, con i concetti di "diritto" e "legge" nelle mani del Conte di turno. Durante il secondo medioevo, la collina di Leguigno fu teatro di sanguinose faide, distruzioni e ricostruzioni. La famiglia Bebbi, esiliata dal governatore di Reggio Gozzadini, utilizzava Leguigno come base per le loro battaglie cittadine, culminate con l'assassinio del governatore stesso nel Duomo diocesano.
Alla metà del Seicento, la pacifica e coltissima famiglia degli Scapinelli, proveniente da Modena, amministrò il feudo nel difficile periodo degli assolutismi, come era consuetudine dell'epoca. Nel 1796, l'arrivo delle truppe di Napoleone spazzò via il feudo e il feudalesimo, rendendo Leguigno un Comune indipendente prima nel distretto di Carpineti, nella Repubblica Cispadana, e poi a Castelnovo ne' Monti. La Restaurazione riportò gli Scapinelli al loro castello, non più come signori ma come proprietari privati. Dopo vari passaggi amministrativi, Leguigno divenne parte del Comune di Casina, di cui è tuttora la maggiore frazione dopo il capoluogo.
Prima delle guerre del XX secolo, la corte fortificata, diventata residenza privata del Cardinale Raffaele Scapinelli di Leguigno, Nunzio Apostolico a Vienna durante la Grande Guerra, ospitò numerosi ambasciatori e grandi esponenti di stati esteri, soprattutto durante il periodo estivo. Il ricordo di questo grande uomo e principe dal carattere taciturno, riflessivo ma generoso, è giunto fino a noi attraverso le generazioni. Il pronipote Pietro Scapinelli, grande asso dell'aviazione italiana, fu l'ultimo a risiedere nella storica residenza comitale con la sua numerosa famiglia. Durante la seconda guerra mondiale, Leguigno subì l'occupazione tedesca, la guerra di resistenza e le relative rappresaglie, condividendo il dramma con tutto il territorio circostante. Dalla ricostruzione ad oggi, Leguigno ha vissuto principalmente di agricoltura e terziario, con una piccola ma efficace crescita economica legata soprattutto alla produzione di Parmigiano Reggiano di alta qualità.