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Ghiandaia Marina

Foto del 14/05/2026

La Ghiandaia marina (Coracias garrulus) è uno dei tesori più preziosi della nostra avifauna. Nonostante il nome, non è imparentata con la ghiandaia comune (che è un corvide), ma appartiene all'ordine dei Coraciiformi, lo stesso di Martin pescatore e Upupa.

Ciò che colpisce immediatamente, come si vede bene nello scatto di Giacomo Salomone, è il piumaggio dai riflessi turchese, azzurro e blu cobalto, che contrasta con il dorso color cannella. In volo, le ali rivelano una bordatura nera che rende la sua silhouette inconfondibile contro il cielo.

Il suo nome scientifico, Coracias, deriva dal greco e richiama il corvo, ma è il nome inglese — European Roller — a svelare una sua curiosità affascinante. Durante il corteggiamento, i maschi si esibiscono in spettacolari acrobazie aeree, con avvitamenti e picchiate mozzafiato (da qui to roll, rotolare).

È una specie migratoria che trascorre l'inverno nell'Africa subsahariana, percorrendo migliaia di chilometri per venire a nidificare in Europa e in Italia tra maggio e giugno.

Predilige zone aperte e calde, come pascoli, campagne con filari di alberi e zone steppiche, dove può cacciare grandi insetti, lucertole e piccoli roditori da posatoi rialzati.

Non costruisce un nido di rami; preferisce cavità naturali negli alberi o, talvolta, fori in pareti argillose o edifici rurali abbandonati.

I piccoli di ghiandaia marina hanno un metodo di difesa bizzarro: se minacciati nel nido, emettono un liquido arancione dall'odore nauseabondo che scoraggia i predatori.

Purtroppo, a causa della perdita di habitat e dell'uso massiccio di pesticidi che riducono le sue prede, è una specie considerata vulnerabile in molte regioni. Avvistarla, e ancor più fotografarla con tale nitidezza, è un vero privilegio naturalistico.

Ghiandaia Marina  — Fauna dell'Appennino Reggiano — 14 maggio 2026