Foto del 14 febbraio 2026
Ancora un gioco di prospettive con questo scatto di Andrea Frassinetti che in una sola immagine riesce ad incastonare il medioevo con la modernità dell'Osservatorio meteorologico del monte Cimone.
L'Osservatorio di Monte Cimone (2.165 m), gestito dall'Aeronautica Militare in collaborazione con il CNR, non è solo una "stazione meteo" per le previsioni locali: è un vero e proprio avamposto scientifico globale.
Il Cimone è la vetta più alta dell'Appennino settentrionale. La sua posizione lo rende una "sentinella" perfetta.
Data la sua altezza e l'isolamento, l'aria che lo investe non è influenzata dall'inquinamento locale delle valli sottostanti. Rappresenta la composizione media dell'atmosfera del Sud Europa e del bacino del Mediterraneo.
Intercetta masse d'aria polari, continentali ed eccezionali avvezioni di polveri sahariane, permettendo di studiare il trasporto degli inquinanti su scala intercontinentale.
L'importanza mondiale è sancita dall'appartenenza al programma Global Atmosphere Watch (GAW) dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO).
Esistono solo 31 stazioni al mondo classificate come "Global Station" (come Mauna Loa nelle Hawaii o il Polo Sud).
Il Cimone è una di queste: fornisce dati fondamentali per monitorare lo stato di salute del pianeta e i cambiamenti climatici in tempo reale.
L'osservatorio vanta una delle serie storiche più lunghe e precise al mondo per la misurazione della CO2 (anidride carbonica) e dell'Ozono (O3).
Le misurazioni dell'anidride carbonica sono iniziate nel 1979, rendendolo il sito di riferimento per l'Europa meridionale.
Monitora i gas che distruggono lo strato di ozono (CFC e sostituti), dati cruciali per verificare l'efficacia dei trattati internazionali come il Protocollo di Montréal.