Foto del 14 gennaio 2025
La gelida foto del giorno di oggi ci porta in uno dei luoghi più curiosi e particolari del nostro territorio, con Adriano Tognetti torniamo a far visita alle famosissime fonti di Poiano.
Meglio dire "Fonti Salse di Poiano"!
Ma perché si chiamano "fonti salse"?
Le Fonti Salse prendono il nome dalla caratteristica salinità delle loro acque, un aspetto insolito per una sorgente situata in un contesto montano. Questa salinità è dovuta alla presenza di alti livelli di cloruro di sodio, simili a quelli dell'acqua marina. Il fenomeno è strettamente legato alla geologia del territorio: milioni di anni fa, durante il Triassico, la zona era occupata da un antico bacino marino. I sedimenti salini depositatisi in quel periodo sono rimasti intrappolati nel sottosuolo e oggi si dissolvono nell'acqua che filtra attraverso le rocce.
La salinità delle acque di Poiano è andata diminuendo nel corso dei secoli. Se in passato il contenuto di cloruro di sodio era prossimo alla saturazione teorica, oggi si registra una concentrazione molto inferiore, benché ancora significativa. Questo cambiamento è stato documentato attraverso analisi chimiche e isotopiche, che hanno confermato l'origine recente delle acque clorurate, derivanti da infiltrazioni contemporanee.
Le Fonti di Poiano si originano da un complesso sistema di alimentazione.
Le principali fonti sono:
- Le infiltrazioni di acque meteoriche attraverso fratture, doline e inghiottitoi nel versante evaporitico del torrente Lucola.
- Le perdite idriche del torrente Lucola stesso.
- Apporti sotterranei dal bacino del torrente Sologno.
- Un ulteriore circuito idrologico che coinvolge strati di salgemma, influenzato da fenomeni come l'effetto diapirico e l'idratazione delle anidriti in profondità.
Questa complessa rete di alimentazione genera una risorgente composta da acque veloci, con tempi di attraversamento del sistema carsico inferiori a 48 ore, e una componente minore di acque clorurate.