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Foto del 13 ottobre 2024

Con questo meraviglioso paesaggio ripreso da Simone Lugarini andiamo alla scoperta della valle del Crostolo. Qui ci troviamo nei pressi di La Vecchia, con vista verso la Pinetina dell'Ecoparco di Vezzano. Dal punto di vista geologico, la valle del Crostolo è particolarmente interessante. La parte superiore del suo bacino si sviluppa in un'area caratterizzata dalla presenza di formazioni arenacee e marnose: questi strati rocciosi derivano da sedimenti marini depositati milioni di anni fa durante l'era mesozoica. L'alternanza di arenarie e marne è tipica delle zone appenniniche, dove si osservano strati rocciosi modellati dall'erosione fluviale. Strette gole con balzi e piccole cascate nascoste. A monte e a valle di queste formazioni abbiamo poi degli affioramenti di argille e calcari: questi materiali, molto diffusi nella zona, testimoniano l'antica presenza di bacini marini poco profondi che, nel corso delle ere geologiche, hanno dato vita a un paesaggio variegato. Essendo al cospetto di una valle fluviale non mancano di certo i depositi alluvionali: man mano che il Crostolo scende verso la pianura, deposita materiali alluvionali (sabbia, ghiaia e limo), creando un paesaggio pianeggiante e fertile, ideale per l'agricoltura. Ma all'elenco non possono di certo mancare le formazioni evaporitiche di gesso che spuntano a Vezzano. Area che da poco è diventata Patrimonio Mondiale dell'Umanità per la presenza di ampie cavità carsiche e sistemi di grotte sotterranee. In epoca romana, il Crostolo, dopo aver attraversato l'antica Regium, si immetteva nel fiume Secchia, ma il suo corso subì modifiche alla fine del X secolo. Durante l'Alto Medioevo, il torrente scorreva all'interno delle mura di Reggio di Lombardia, lungo l'attuale Corso Garibaldi, chiamato localmente "della Ghiara" per via del termine dialettale "ghiaia". Questo nome venne poi associato anche alla Basilica della Madonna della Ghiara, che si affaccia sulla stessa strada. Nel corso dei secoli, il torrente fu più volte deviato: la prima deviazione avvenne nel 1226, quando fu spostato fuori dalle mura, lungo l'attuale Viale Timavo. Dopo il 1570, per opera della famiglia Bentivoglio, il corso fu nuovamente deviato, portandolo a circa due chilometri dalle mura. Il tratto finale odierno del torrente fu scavato durante il Rinascimento. In età napoleonica, il Crostolo diede il nome al Dipartimento omonimo. Origine del nome "Crostolo"? In rete si trovano molte teorie curiose sul nome, come ad esempio quella che vede il nome Crostolo derivare probabilmente dalla parola latina crustulum, che significa "piccola crosta" o "piccolo pane croccante". Questo nome potrebbe essere legato alle caratteristiche del terreno o alla morfologia del torrente, che in alcune zone formava piccoli depositi crostosi di materiale trasportato dall'acqua. Un'altra ipotesi riguarda il fatto che il corso d'acqua erodeva le sponde, creando una sorta di "crosta" lungo il suo percorso.
Foto del 13 ottobre 2024