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Foto del 13 ottobre 2023

Dopo la valle del Dolo, scavalchiamo il passo di Lama Lite e ci gettiamo nella valle retrostante. Per farlo sfrutteremo i bellissimi scatti di Gianni Ferrari che ha pubblicato sulla pagina "Quelli che... l'Appennino Reggiano". Stiamo parlando della bellissima valle dell'Ozola, racchiusa in una conca glaciale che va dalla testa ai fianchi del Gigante detta costa delle Veline, (a nord), e dal Prado al Belfiore a sud. Nel mezzo una fantastica faggetta costellata qua e là da Abeti bianchi e Ornielli. Il torrente nasce all'apice della conca compresa tra Cima dell'Angelo, Passo di Lama Lite, monte Cipolla e Prado. Tra i rifugi Battisti e Bargetana, tappe di ristoro quasi obbligate per chi si trova in zona a percorrere i sentieri 633 e 629. La fitta foresta di Faggi in questio giorni sta dando inizio al magico momento del "foliage", quando il colore inizia a virare dal verde al giallo autunnale. Le foglie dei Faggi, come quelle di molte altre piante, cambiano colore in autunno a causa di diversi fattori, principalmente legati alla diminuzione della luce solare e alle variazioni di temperatura. Durante l'estate, le foglie dei faggi (Fagus sylvatica) contengono clorofilla, il pigmento verde che permette loro di catturare la luce solare per la fotosintesi. La fotosintesi è il processo mediante il quale le piante producono il loro cibo, convertendo l'anidride carbonica e l'acqua in zuccheri e ossigeno, utilizzando l'energia solare. Con l'arrivo dell'autunno, i giorni si accorciano e la luce solare diminuisce. Questa riduzione della luce solare segnala alle piante di prepararsi per l'inverno. Le piante decidono di "abbandonare" le foglie per conservare l'energia e i nutrienti. Nel caso dei faggi, durante questo processo, la clorofilla viene degradata e scompare, rivelando altri pigmenti presenti nelle foglie che normalmente sono coperti dal verde della clorofilla. Uno di questi pigmenti è la xantofilla, che appare gialla. Quindi, quando la clorofilla scompare, le foglie dei faggi mostrano il loro colore giallo caratteristico. Allo stesso tempo, altri pigmenti, come gli antociani, possono contribuire a creare sfumature rosse o viola nelle foglie di alcune piante, aggiungendo varietà ai colori autunnali. La foresta attuale è frutto di un recupero ad opera del demanio avvenuto nel dopo guerra. Al suo interno, quindi, vi si possono trovare esemplari di oltre 50-60 anni di età di rara bellezza. Particolarmente fitta è la zona del Bosco di Soraggio che è ai piedi del Crinale ed esposto a nord, all'interno di questo bosco troviamo il piccolo lago glaciale del Capriolo. Dopo il lago di Presa alta, proseguendo in direzione Ligonchio, la valle si fa più stretta ed incisa dall'erosione dell'Ozola. Sul versante del Cusna troviamo delle potenti pareti rocciose di arenaria (detta del Cervarola), che salgono verticali per oltre 400 metri. Sono i famosi "Schiocchi" che al loro interno custodiscono le meravigliose cascate del Lavacchiello, nascoste tra la cima del Cusna e i Prati di Sara.
Foto del 13 ottobre 2023

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