Foto del 13 agosto 2025
Teniamo aperta la nostra vena astronomica con questa foto del giorno e lo facciamo con una delizia color ciliegia opera dell'amico Giuliano Carrozzi e di suo figlio Alessando, che si trova immersa nella Via Lattea.
Nome in codice "NGC 6820", noto anche come Sh2-86, è una luminosa nebulosa a emissione collocata a circa 6.000 anni luce da noi nella costellazione della Volpetta. È strettamente associata all’ammasso stellare aperto NGC 6823, composto da giovani stelle blu che risplendono con energia.
Questa regione è un vivace laboratorio di formazione stellare: la radiazione ultravioletta delle stelle calde ionizza l’idrogeno circostante, facendo sì che la nebulosa emetta una luce intensa, soprattutto nel rosso – la cosiddetta riga Hα (H-alpha) – dovuta alla tipica composizione prevalentemente idrogeno dell’area. L’alta energia delle giovani stelle libera gli elettroni dagli atomi di idrogeno; quando questi si ricombinano, rilasciano luce in particolari lunghezze d’onda molto visibili, tra cui il rosso intenso della riga Hα. È un fenomeno che rende queste strutture così amate dagli astrofotografi.
La costellazione che ospita NGC 6820 è Vulpecula, il “piccolo volpe” in latino. È una costellazione moderna, creata nel XVII secolo dall’astronomo polacco Johannes Hevelius. Inizialmente chiamata Vulpecula cum Anser (la volpe con l’oca), raffigurava la volpe che trasporta un’oca in bocca, ma nei secoli la figura dell'oca è stata trascurata, restando solo nel nome della stella più luminosa, Alpha Vulpeculae, chiamata appunto Anser (“oca”).
A differenza di molte costellazioni antiche, Vulpecula non ha radici in mitologie classiche. È nata per riempire una zona del cielo e non deriva da antichi racconti mitologici, ma conserva un fascino discreto grazie ai suoi oggetti deep-sky: oltre a NGC 6820 contiene il celebre M27, la Nebulosa Manubrio, e persino il primo pulsar mai scoperto.