Foto del 13 aprile 2024
Oggi torniamo al sicuro nel nostro "esagono". Con questo strepitoso tramonto cittadino catturato da Antonio Bruno.
Gli ultimi raggi di Sole che illuminano San Domenico e San Pietro.
Partiamo da San Domenico e i suoi famosi chiostri:
I Chiostri di San Domenico hanno una lunga storia, che inizia nel XIII secolo. In quel periodo, precisamente il 25 Luglio del 1233, i cittadini reggiani, ispirati dalla predicazione di fra Giacomino da Reggio, iniziarono la costruzione di una chiesa e di un convento per i frati domenicani. La costruzione fu completata rapidamente grazie all'entusiasmo collettivo, terminando in soli tre anni.
Nel XV secolo, la chiesa, su progetto del Casotti, venne ampliata insieme al convento, che includeva anche una biblioteca. Nel 1509, fu istituito il Tribunale dell'Inquisizione, e una parte del convento fu adibita a prigione. Nel XVI secolo, il convento fu ulteriormente ampliato con la costruzione del Chiostro Grande.
Nel 1702, il convento iniziò a decadere quando l'armata franco-spagnola occupò la chiesa e il convento, trasformandoli in un ospedale militare. Nel 1723, furono avviati lavori di restauro generale. Durante questo periodo, la chiesa ottenne una nuova copertura a volta e nuove cappelle laterali. In età napoleonica, il convento fu utilizzato come caserma. Nel 1860, il complesso divenne un "Deposito cavalli stalloni", subendo ulteriori modifiche edilizie, tra cui l'aggiunta dell'ala "Castelnuovo" nel 1872.
Alla fine del Novecento, sono stati intrapresi importanti lavori di restauro e riqualificazione per preservare l'architettura nel suo sviluppo storico. Ancora oggi, si possono osservare le antiche strutture di uno dei due chiostri. Inoltre, due lunette mostrano tracce di dipinti seicenteschi raffiguranti figure religiose.
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E ora passiamo a San Pietro e alla sua bellissima cupola:
La cupola, concepita dal talentuoso architetto reggiano Paolo Massoni, fu eretta tra il 1625 e il 1629. Successivamente, nel 1765, la chiesa fu abbellita con l'aggiunta di una torre campanaria, mentre nel 1782 la facciata fu completata grazie all'intervento di Pietro Armani. Nel 1816, venne costruito il sagrato attuale a gradoni, il quale subì successivi rimaneggiamenti tra il 1926 e il 1930.
L'interno della chiesa presenta una struttura a forma di croce latina, caratterizzata da una sola navata. Le sue pareti ospitano cantorie intagliate in marmo e legno, risalenti per lo più al periodo barocco, con esemplari di varie epoche, soprattutto del XVII secolo. Tra le opere d'arte degne di nota, troviamo diversi dipinti: all'interno della cappella di S.Scolastica, si trova la SS. Trinità di Alessandro Tiarini, autore anche del Martirio di S.Barbara (1625) nella terza cappella; nella seconda cappella è presente il bel San Michele Arcangelo di Pietro Desani (1627), mentre nella prima è possibile ammirare il Martirio dei SS. Placido e Bibbiana di Paolo Emilio Besenzi (1648). Nel transetto destro sono presenti opere come San Pietro e S.Gioconda di Mastelletta (1639), mentre nel cupolino (o lanterna) troviamo l'Eterno in gloria e Angeli di Camillo Gavassetti (1630 circa).