Foto del 13 gennaio 2026
Con questo scatto di Fabio Cucchi andiamo alla scoperta di un raro uccellino del nostro alto Appennino.
Siamo al cospetto del Sordone (Prunella collaris), un piccolo ma robusto passeriforme, vero e proprio specialista delle alte quote. Nonostante l’aspetto possa ricordare quello di una passera scopaiola, le sue dimensioni sono maggiori e il piumaggio è assai più ricercato.
Lungo circa 18 cm, il Sordone presenta una colorazione grigio-ardesia sulla testa e sul petto, mentre i fianchi sono caratterizzati da vivaci striature castane. Il tratto distintivo che gli dà il nome scientifico è il "collare": la gola è bianca fittamente macchiettata di nero. Le ali sono scure con punte bianche che formano due sottili barre alari.
Il Sordone vive dove gli altri uccelli si fermano: frequenta praterie alpine, pietraie e canaloni, solitamente sopra i 2.000 metri, scendendo di quota solo in inverno. Sull’Appennino emiliano è presente, sebbene in misura minore rispetto alle Alpi. Lo si può avvistare sulle vette più alte, come il Monte Cimone, il Monte Cusna o il Corno alle Scale, dove nidifica tra gli anfratti delle rocce. È una specie stanziale o migratrice a corto raggio.
Il nome comune "Sordone" deriva dalla sua indole estremamente fiduciosa. In passato si credeva che, non scappando all'avvicinarsi dell'uomo, fosse "sordo" ai rumori. Il nome scientifico Prunella deriva dal tedesco Braunelle (bruno), mentre collaris si riferisce al disegno sulla gola.
Il Sordone ha un sistema sociale complesso chiamato poliginandria. Piccoli gruppi di maschi e femmine si accoppiano tra loro; questo garantisce che più maschi aiutino a nutrire i piccoli, aumentando le probabilità di sopravvivenza in climi estremi.
È noto tra gli escursionisti per la sua curiosità: non è raro che si avvicini ai rifugi o ai bivacchi in cerca di briciole, mostrando una "mansuetudine" insolita per un uccello selvatico.