Foto del 12 novembre 2025
Con questo dolce scatto di Romolo Giannella parliamo di uno dei momenti più delicati dell'anno per i nostri Ricci.
L'arrivo dell'autunno segna un periodo cruciale per i Ricci (in inglese, Hedgehogs), mammiferi notturni che popolano i nostri giardini e boschi. La loro priorità assoluta in questa stagione è l'accumulo di riserve di grasso per sopravvivere al lungo periodo di inattività che li attende: l'ibernazione.
In autunno, i ricci entrano in una fase nota come iperfagia, che significa "mangiare in eccesso". Dedicano la maggior parte delle loro notti alla frenetica ricerca di cibo per massimizzare l'aumento di peso. Un riccio adulto ha bisogno di raggiungere un peso corporeo ottimale, generalmente tra i 600 e i 1000 grammi, prima che arrivi il gelo intenso. I ricci che non raggiungono una massa critica entro la fine di novembre o l'inizio di dicembre avranno scarse possibilità di sopravvivenza durante l'inverno.
La loro dieta autunnale si concentra su:
-> Insetti e loro larve (coleotteri, vermi, ecc.).
-> Lumache e chiocciole.
-> Piccoli anfibi e rettili.
-> Frutta caduta e bacche.
Parallelamente all'alimentazione, i ricci iniziano a cercare e preparare un luogo sicuro per l'ibernazione, noto come ibernacolo. Questo nido è meticolosamente costruito per fornire un isolamento termico ottimale contro le temperature rigide.
Il riccio raccoglie grandi quantità di materiale isolante come: foglie secche (in particolare quelle di quercia, che marciscono più lentamente), erba, fieno e muschio.
L'ibernacolo viene di solito collocato in luoghi riparati, come sotto cataste di legna, mucchi di foglie, arbusti fitti o capanni da giardino.
L'ibernazione non è un semplice sonno profondo, ma uno stato fisiologico complesso di torpore controllato che permette al riccio di risparmiare energia in assenza di cibo. Di solito, l'ibernazione inizia quando la temperatura ambientale scende stabilmente sotto i 10°C e le fonti di cibo si esauriscono, tipicamente tra novembre e marzo.
Per conservare le riserve di grasso, il corpo del riccio subisce drastici cambiamenti:
-> La sua temperatura interna, che normalmente si aggira sui 35∘C, scende fino a circa 1∘C o 5∘C, adattandosi quasi alla temperatura ambiente.
-> Il cuore rallenta da circa 190 battiti al minuto a soli 5-10 battiti al minuto.
-> La respirazione diventa estremamente lenta e irregolare, con un respiro ogni pochi minuti.
Queste modifiche rallentano il metabolismo del riccio a una frazione del suo tasso normale, consentendogli di vivere quasi esclusivamente sulle sue riserve di grasso accumulate in autunno.
Il riccio non dorme per l'intero periodo. Si risveglia periodicamente (ogni 7-10 giorni) per brevi periodi, spesso per urinare o cambiare la posizione nel nido, e a volte anche per cercare una piccola quantità d'acqua. Questi risvegli sono energeticamente molto costosi e rappresentano il momento di maggiore vulnerabilità per la sua sopravvivenza.
L'ibernazione si conclude in primavera (marzo-aprile), quando le temperature si alzano e le prede ricompaiono.