Amanita phalloides
Foto del 12/10/2026
Oggi parliamo di un fungo tanto bello quanto pericoloso: l’Amanita phalloides, la “Tignosa verdognola”, detta anche “Fungo della morte”. Complimenti alla pagina Porretta Funghi&Tartufi per questo splendido scatto, che mostra un giovane esemplare mentre emerge dalla sua volva bianca, simile a un uovo.
🔎 Come riconoscerla
Il cappello è liscio, con fibrille sericee e colori che vanno dal verde oliva al giallastro, a volte quasi bianco. Le lamelle sono bianche, il gambo ha un anello a gonnellina e alla base si trova la volva a sacco, spesso nascosta nel terreno: ecco perché i funghi vanno sempre raccolti interi, mai tagliati. Cresce dall’estate all’autunno nei boschi di querce, castagni, faggi e noccioli, con cui vive in simbiosi.
📜 Curiosità
Il nome phalloides, di origine greca, allude alla forma del fungo giovane, simile a un fallo. Una tradizione vuole che sia stata questa specie a uccidere l’imperatore romano Claudio, nel 54 d.C.
☠️ Rischi
È responsabile della gran parte degli avvelenamenti mortali da funghi. Contiene amatossine, tossine che non vengono distrutte da cottura, essiccazione o congelamento: bastano pochi grammi per intossicarsi gravemente. L’insidia è la latenza: i sintomi (vomito, dolori addominali, diarrea) compaiono dopo 6-24 ore, quando il veleno ha già raggiunto il fegato, e dopo un apparente miglioramento possono seguire gravi danni a fegato e reni. Si confonde con specie commestibili, come alcune russule dal cappello verdastro.
✅ Cosa fare
Non mangiate mai funghi che non avete fatto controllare all’ispettorato micologico della vostra AUSL. In caso di sospetto avvelenamento, anche senza sintomi, recatevi subito al pronto soccorso portando un esemplare dei funghi consumati.
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