Vai al contenuto principale

Castello di Gombola. Polinago.

Foto del 12/05/2026

Uno scatto davvero suggestivo di Claudio Ferrari, che cattura l’anima di questo borgo arroccato mentre le luci calde contrastano con i toni violacei del tramonto sull'Appennino modenese.

Arroccato su un’altura che domina la sponda sinistra del torrente Rossenna, nel comune di Polinago, il borgo fortificato di Gombola sembra sospeso in un tempo lontano. Più che un classico castello dalle alte torri merlate, oggi si presenta come un compatto nucleo medievale dove l'architettura militare si è fusa armoniosamente con quella rurale e religiosa.

Le prime tracce documentate risalgono all'XI secolo, quando il castello figurava tra i possedimenti della potente Badia di Frassinoro. La sua posizione non era casuale: Gombola era un punto strategico fondamentale per il controllo dei traffici verso il crinale appenninico.

Per secoli il castello fu il fulcro del potere della famiglia Montecuccoli, che ricevette il feudo in investitura nel 1400. Sotto il loro controllo, Gombola divenne sede di una podesteria e un centro amministrativo di rilievo.

Nel tempo, con il mutare delle esigenze belliche, le strutture difensive lasciarono il posto a edifici residenziali e religiosi, dando vita al caratteristico borgo che ammiriamo oggi.

La Chiesa di San Pietro: L'edificio che spicca nello scatto, con il suo campanile che svetta sui tetti, è la chiesa parrocchiale del borgo. Costruita sui resti delle antiche fortificazioni, conserva un'atmosfera di solenne semplicità.

Il Mulino di Gombola: Ai piedi del castello, lungo il torrente, si trova uno storico mulino ad acqua (attivo fino a pochi decenni fa), che testimonia l'importanza vitale dell'energia idraulica per l'economia agricola del passato.

Oggi Gombola non è solo un monumento, ma un luogo di cultura. Ospita spesso residenze artistiche, spettacoli teatrali e iniziative legate alla sostenibilità e al ritorno alla terra, mantenendo viva l'eredità di questo sperone di roccia.

Castello di Gombola. Polinago. — Paesaggi dell'Appennino Reggiano — 12 maggio 2026