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Foto del 12 marzo 2025

Ci riportiamo fuori dai nostri confini per tornare all'ombra del Corno alle Scale, anche se in realtà è solo questione di "prospettiva" in questo bellissimo scatto di Marco Lisei.

Siamo nell'Appennino bolognese, nel comune di Porretta Terme e più precisamente in primo piano possiamo vedere la splendida chiesa di Santa Maria assunta nella frazione di Castelluccio.

Nel cuore di questo suggestivo borgo di montagna, su un’altura che domina l’abitato e regala una magnifica vista sulle Valli del Silla e del Rio Baricello, si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, appunto. La sua origine risale al periodo tra il 1378 e il 1385, ma una frana nel 1566 ne causò la distruzione. Fu ricostruita nel 1587 nella posizione attuale e successivamente ampliata tra il 1660 e il 1690, grazie alle donazioni della comunità locale.

L’edificio, a tre navate, custodisce sull’altare maggiore una preziosa tela raffigurante Santa Maria Assunta, opera di Domenico Maria Canuti. Lungo le navate si trovano sei altari, alcuni di particolare pregio, tra cui quello con il dipinto dei Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco, attribuito ad Alessandro Tiarini. La cappella del Sacro Cuore ospita affreschi moderni di A. Nardi, mentre le vetrate istoriate di G. Pivetta e la Via Crucis di E. Giarioli arricchiscono ulteriormente l’ambiente sacro.

All’interno della chiesa, numerosi banchi portano ancora le targhe delle famiglie benefattrici, tra cui quella dei Manservisi. Dalla sacrestia si accede al campanile, recentemente ristrutturato e aperto alle visite in alcune domeniche dell’anno, quando si svolgono anche gare di campanari.

E che dire di quei meravigliosi "gradoni" che caratterizzano il "Corno alle Scale" sullo sfondo?

Si arriva a questa forma perché abbiamo una presenza di arenarie e marne. Le arenarie, essendo più compatte e resistenti all’erosione rispetto alle marne e ai calcari marnosi, tendono a formare sporgenze più marcate. Le marne, invece, sono più facilmente erodibili e si degradano più velocemente, creando superfici più arretrate tra uno strato di arenaria e l’altro. Questo processo porta alla formazione di gradoni naturali, con alternanze di sporgenze rocciose e superfici più erose.

Parliamo di un suolo depositatosi sul fondale di un antico mare che ormai non esiste più. La formazione dell’Appennino è avvenuta per il sollevamento e la compressione tettonica causata dalla collisione tra la placca africana e quella euroasiatica. Durante questo processo, gli strati sedimentari marini sono stati sollevati, piegati e in alcuni casi sovrascorsi, creando strutture geologiche complesse. L’inclinazione e l’emersione di questi strati, esposti agli agenti atmosferici, hanno favorito la loro modellazione in gradoni.

Foto del 12 marzo 2025