Foto del 12 febbraio 2026
Oggi con la guida escursionistica Alessandro Malvolti torniamo tra i confini di casa per salire in alta quota. La neve c'è, basta cercarla e sicuramente non manca nella zona di Lama Lite dove gli accumuli regalano paesaggi spettacolari.
In meteorologia e nelle "scienze della montagna", la neve è una materia dinamica che cambia nome in base alla sua struttura, alla temperatura e al modo in cui si è posata.
Proviamo a creare un vocabolario tecnico e pratico:
-> In base alla formazione (al suolo)
Neve Fresca: Appena caduta, leggera e soffice perché contiene molta aria (fino al 90%). Se non c’è vento, si deposita uniformemente come un piumone.
Neve Polverosa (Powder): Il sogno di ogni sciatore. È neve asciutta, leggerissima, tipica di climi molto freddi dove i cristalli non si "incollano" tra loro.
Neve Umida o "Macia": Si forma con temperature vicine allo 0°C. È pesante, appiccicosa e perfetta per le palle di neve, ma aumenta il rischio di valanghe per il suo peso.
-> In base alla trasformazione (Metamorfismo)
Una volta al suolo, la neve "invecchia":
Neve trasformata: attraverso cicli di gelo e disgelo, i cristalli diventano grani tondeggianti e compatti.
Crosta da fusione e rigelo: quando il sole scalda lo strato superficiale di giorno e il freddo lo ghiaccia di notte, si crea una lastra portante (o crosta "non portante" se si rompe al passaggio).
Neve ventata: come suggerisce l’immagine, il vento trasporta i cristalli, frantumandoli e compattandoli in accumuli molto densi e spesso pericolosi (lastroni).
-> Fenomeni particolari
Brina di superficie: cristalli piatti e brillanti che si formano per sublimazione nelle notti serene. Se sepolta da nuova neve, diventa uno strato di "lubrificante" estremamente instabile.
Neve pallottolare (Graupel): spesso confusa con la grandine, è neve tonda e soffice che cade durante i temporali invernali.