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Foto del 11 giugno 2025

Con questi affascinanti scatti di Giandomenico Bertini torniamo a parlare di flora spontanea con uno dei fiori più belli d'Italia che ad onor del vero in Emilia non è presente (salvo una piantumazione avvenuta nel bolognese e nel Giardino Esperia alle pendici del Cimone).

Si tratta di un’orchidea spontanea dalla forma inconfondibile, che affascina botanici, escursionisti e fotografi naturalisti.
Il suo nome scientifico è Cypripedium calceolus, ed è un’orchidea terrestre perenne appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Il nome comune “scarpetta di Venere” deriva dalla caratteristica forma del labello, che somiglia a una piccola scarpa o pantofola (da qui anche il nome inglese Lady's Slipper Orchid). Secondo la mitologia, il fiore sarebbe un dono della dea Venere, da qui l’associazione con la bellezza e la grazia. E' conosciuta anche come "pianella della Madonna".

La Scarpetta di Venere è presente in Europa, ma in modo molto frammentario. In Italia la si può trovare sulle Alpi e Prealpi: soprattutto in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Veneto, Friuli e raramente in Piemonte.
Predilige boschi freschi, radure montane e ambienti calcarei, a un'altitudine compresa tra i 400 e i 1800 metri. Ama l’ombra parziale e l’umidità moderata.

E' molto rara e protetta. La Cypripedium calceolus è considerata a rischio di estinzione in gran parte del suo areale, per via della distruzione del suo habitat naturale, la raccolta illegale e per la delicatezza della sua simbiosi con specifici funghi micorrizici (necessari alla germinazione dei semi). E' perciò una specie protetta dalla legge, ed è inserita in vari elenchi di tutela (tra cui la Direttiva Habitat dell’Unione Europea e la Convenzione di Berna). Raccolta e danneggiamento sono vietati.

La germinazione del seme può richiedere anche dieci anni prima che la pianta entri in fiore. I fiori attirano gli insetti con l’inganno: il loro aspetto vistoso e profumato invita impollinatori, ma l’uscita è possibile solo dopo aver attraversato l’apparato riproduttivo della pianta — un meccanismo evolutivo raffinato. Ogni pianta può vivere anche decine di anni e fiorire regolarmente in primavera inoltrata, tra maggio e luglio.

Foto del 11 giugno 2025

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