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Foto del 11 febbraio 2026

Torniamo sul nostro territorio regionale con questo gelido scatto di Roberto D'autuono e andiamo in provincia di Bologna per vedere la splendida croce del Corno alle Scale.

Vediamo la Croce del Corno alle Scale, situata a 1.945 metri di altitudine, completamente trasfigurata dal ghiaccio. Questa struttura metallica a traliccio fu eretta nel 1900 per il Giubileo di Papa Leone XIII. Progettata per resistere a venti che superano i 150 km/h, è il simbolo della resilienza dell'Appennino bolognese.

Ma perché si chiama "Corno alle Scale"?

Il nome della montagna è una perfetta descrizione della sua morfologia geologica:
-> "Corno": si riferisce alla forma appuntita e rupestre della vetta, che svetta come un corno sopra i crinali circostanti.
-> "alle Scale": il termine deriva dalle caratteristiche stratificazioni rocciose di arenaria (formazione del Macigno). Gli strati di roccia, fratturati e sovrapposti, creano dei veri e propri gradoni naturali che somigliano a una scalinata ciclopica, particolarmente visibili sul versante settentrionale che scende verso la Valle del Dardagna.

Il ghiaccio che vediamo nella foto è la galaverna. Si forma quando le goccioline della nebbia, in stato di sopraffusione (liquide nonostante temperature sotto lo zero), colpiscono la croce. Congelando all'istante, si accumulano controvento creando "piume" bianche che sembrano sfidare la gravità. È lo stesso meccanismo che, a quote più basse verso Scandiano, percepiamo come nebbia alta e umida, ma che qui si trasforma in una scultura di cristallo.

Salire alla Croce durante l'inverno significa entrare in un mondo alpino: dalla sua base, la vista spazia dalle Alpi al Mar Tirreno. È un luogo dove la geologia "a scale" e la meteorologia estrema si fondono, offrendo uno degli spettacoli più selvaggi della nostra regione.

Foto del 11 febbraio 2026

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