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Foto del 11 febbraio 2025

Continuiamo a celebrare il ritorno della neve (sebbene poca) sul nostro Appennino con questo incantevole scatto di Rosetta Toni.

Se poi alla neve aggiungiamo la sagoma della nostra Pietra di Bismantova la magia è fatta ...

Il suo profilo inconfondibile, simile a una fortezza naturale, ha ispirato leggende, studi geologici e persino la letteratura.

L’etimologia di Bismantova è incerta e dibattuta. Alcuni studiosi suggeriscono un’origine ligure, legata alle popolazioni pre-romane che abitavano l’Appennino, con il termine “bism” forse derivante da una radice che significa “alto” o “sacro”. Un’altra ipotesi lega il nome alla lingua longobarda: “Bisma” potrebbe derivare da visma (fango, terra umida) o bismit (luogo fortificato), mentre “Tova” potrebbe essere connesso a un antico termine per “roccia”. Tuttavia, non esistono conferme definitive.

Una teoria fa riferimento all’etrusco: il termine man significherebbe “pietra scolpita” e tae “altare per sacrifici”. Un’altra ipotesi suggerisce un’origine celtica, derivata da vis (vischio), men (luna) e tua, collegando il nome alla raccolta notturna di vischio tra le querce della zona, un rito legato a un antico culto lunare. Da Vismentua, il nome sarebbe poi evoluto in Bismentua e infine in Bismantua.

Nel V secolo d.C., i Bizantini costruirono sulla montagna una struttura militare, conosciuta come Kastròn Bismanto o Castrum Bismantum. Questa fortificazione viene menzionata in un diario di viaggio del 628. In un documento del 1062, la Pietra appare con il nome di Petra de Bismanto.

Un’altra teoria collega il nome a Placentia Bisantina, un insediamento romano che, secondo alcuni documenti medievali, sorgeva nei pressi della Pietra. In epoca medievale, il nome appare in diverse forme, tra cui Bismanto e Bismantua, fino alla forma attuale.

La prima attestazione letteraria di Bismantova si trova nella Divina Commedia di Dante Alighieri, Dante la menziona nel Purgatorio (Canto IV, vv. 25-30). Il sommo poeta paragona la difficoltà della salita alla montagna del Purgatorio a quella della Pietra, segno che conosceva bene questo luogo:

"Vassi in San Leo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e 'n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch'om voli..."

Dante probabilmente visitò la Pietra tra il 1306 e il 1307, quando soggiornò presso la corte dei Malaspina nella Lunigiana e dei conti da Correggio. Alcuni ipotizzano che il suo viaggio lo abbia portato fino a Reggio Emilia e che abbia osservato la Pietra di Bismantova, colpito dalla sua imponenza.

Il profilo della Pietra, con la sua parete verticale e il pianoro sommitale, potrebbe aver ispirato la forma del monte del Purgatorio, descritto da Dante come un’alta montagna da scalare per espiare i peccati.

Ancora oggi, la Pietra di Bismantova è un luogo simbolico, non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per il forte legame con la letteratura e la spiritualità.

Foto del 11 febbraio 2025