Foto del 11 gennaio 2026
Con Alberto Costetti andiamo alla scoperta di un'area importantissima della notra provincia.
Le Valli di Novellara rappresentano uno dei paesaggi più affascinanti e identitari della "Bassa" reggiana. Nonostante il nome possa evocare scenari montani, si tratta di un'area pianeggiante di quasi 2000 ettari, dove l’equilibrio tra terra e acqua racconta secoli di storia e ingegno umano.
In passato, questa zona era un’immensa distesa di paludi e acquitrini alimentati dalle piene dei fiumi Enza e Crostolo. La trasformazione radicale avvenne attraverso una secolare opera di bonifica, iniziata sotto i Gonzaga e culminata nella prima metà del Novecento con i grandiosi progetti dell'ingegner Natale Prampolini. Furono scavati oltre 1300 km di canali e costruiti imponenti impianti idrovori per sottrarre le terre all'acqua e renderle coltivabili.
Oggi le Valli non sono più solo terre agricole, ma una complessa infrastruttura idraulica.
Svolgono due funzioni vitali:
-> Difesa idraulica: l'area ospita grandi casse di espansione (come quella del Cavo Bondeno), bacini artificiali progettati per accogliere milioni di metri cubi d’acqua durante le piene, proteggendo i centri abitati dal rischio di inondazioni.
-> Riserva irrigua: durante i periodi di siccità, questi invasi garantiscono l’acqua necessaria all'agricoltura locale, fondamentale per l'economia della zona.
L'importanza delle Valli è oggi anche ecologica. Riconosciute come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), sono diventate un rifugio sicuro per l'avifauna migratoria e stanziale. Tra canneti, pioppeti e specchi d'acqua, è possibile osservare specie rare di piante e animali, rendendo l'area una meta privilegiata per il birdwatching e il cicloturismo, con percorsi che si snodano lungo gli argini offrendo panorami senza tempo.