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Foto del 10 luglio 2025

Ancora un'alba d'altissima quota sul monte Ventasso con la nostra bravissima Rosanna Bandieri in compagnia di suggestive "incudini".

Il Cumulonimbus incus prende il suo nome dal latino incus, che significa incudine. Questo nome descrive in modo molto preciso la caratteristica forma appiattita e allargata della sommità di questo tipo di nube temporalesca, che ricorda appunto una grossa incudine da fabbro sospesa nel cielo.

Ma perché si forma questa "incudine" in cima?
Il Cumulonimbus è una nube a sviluppo verticale imponente, che può crescere fino a 12 km di altezza, talvolta anche oltre. Durante la sua crescita l’aria calda e umida sale rapidamente (moto convettivo) fino a quote molto elevate.

Quando raggiunge la tropopausa — cioè il confine superiore della troposfera, lo strato atmosferico dove avvengono i fenomeni meteorologici — la nube non può più salire facilmente.

Questo perché la tropopausa agisce come una sorta di "tetto rigido": sopra c’è la stratosfera, dove la temperatura aumenta con l’altezza (inversione termica), ostacolando ulteriori moti convettivi.

L’aria in salita si espande lateralmente, proprio come fumo che sbatte contro un soffitto: da qui la formazione della tipica forma a incudine.

Cosa c’è dentro l'incudine?
La sommità del Cumulonimbus incus è composta da cristalli di ghiaccio, spesso molto fini, che si espandono formando cirri e cirrostrati. Questa parte della nube può anche coprire un’area molto più ampia rispetto alla base del temporale, spingendosi anche a decine di chilometri di distanza rispetto al centro dell’attività convettiva.

La comparsa di un Cumulonimbus incus è un segnale chiaro che il temporale ha raggiunto la maturità e può generare fenomeni severi come grandinate, violente raffiche di vento, fulmini frequenti, trombe d’aria e rovesci intensi.

Inoltre, la forma a incudine può estendersi sopravento alla cella temporalesca, anticipando l’arrivo di pioggia o fulmini anche lontano dalla colonna centrale del temporale.

I piloti evitano accuratamente queste nubi durante i voli: al loro interno si trovano turbulenze estreme, ghiaccio, correnti ascensionali e discensionali violente.

Foto del 10 luglio 2025

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