Foto del 09 ottobre 2025
Continuiamo a conoscere un po' meglio gli strigiformi con questo scatto di Emilio Ricci. Non si tratta di un rapace propriamente del nostro territorio, frequenta altre zone d'Italia ... ma chissà... magari.. un giorno.
In questo scatto potete ammirare una bellissima Civetta Nana. La Civetta nana (Glaucidium passerinum) è il più piccolo rapace notturno d’Europa, un concentrato di energia e carattere in appena 16-19 centimetri di lunghezza e poco più di 60 grammi di peso. Nonostante le dimensioni ridotte, questo piccolo predatore è un vero e proprio cacciatore implacabile, perfettamente adattato alla vita nei boschi montani e subalpini. In Italia è presente soprattutto sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale, dove predilige foreste mature di abeti, faggi e larici, con radure e margini aperti da cui scruta il territorio.
Il suo aspetto è inconfondibile: testa tondeggiante senza ciuffi auricolari, occhi grandi di un giallo intenso, becco adunco e piumaggio bruno macchiettato di bianco sul dorso, più chiaro sul ventre. Questa livrea la rende perfettamente mimetica tra tronchi e cortecce. Nonostante sia un rapace notturno, la civetta nana è attiva anche di giorno, soprattutto all’alba e al tramonto.
La sua dieta è varia e sorprendente per un animale così piccolo: si nutre di micromammiferi, piccoli uccelli e insetti, che spesso accumula in vere e proprie “dispense” all’interno di cavità nei tronchi o nei nidi abbandonati di picchio. Questa abitudine le permette di affrontare l’inverno, quando le prede scarseggiano.
Il canto del maschio, un fischio acuto e ritmato, risuona tra gli alberi in primavera e serve per difendere il territorio e attirare la femmina. Durante la nidificazione, che avviene in cavità naturali, la femmina depone da 3 a 7 uova, che cova per circa un mese.
Pur essendo diffusa in alcune aree alpine, la civetta nana resta una specie elusiva e protetta, minacciata dalla frammentazione degli habitat forestali. La sua presenza è un segno di buona salute del bosco, poiché predilige ambienti integri e ricchi di biodiversità.
Minuscola, silenziosa e affascinante, la Glaucidium passerinum è una delle presenze più misteriose e preziose dei nostri boschi di montagna, un piccolo simbolo della natura selvaggia che ancora resiste nei luoghi più remoti.