Foto del 09 agosto 2025
Torniamo a parlare di biodiversità con questo stupendo scatto selvatico di Maurizio Berni.
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di sua cugina, oggi vi parliamo della Martora europea (Martes martes), un piccolo carnivoro appartenente alla famiglia dei mustelidi, la stessa di faine, donnole e lontre. Elegante e agile, la martora è riconoscibile per il manto marrone cioccolato, il petto ornato da una caratteristica macchia giallo-crema e le orecchie tonde e bordate di chiaro.
Diffusa in gran parte dell’Europa e presente anche in Italia, predilige boschi maturi di latifoglie o conifere, ma può spingersi in aree collinari e montane fino a 1.800 metri. È un’abilissima arrampicatrice: si muove con estrema agilità tra i rami alla ricerca di cibo o per sfuggire ai predatori.
La dieta della martora è onnivora e opportunista: si nutre di piccoli mammiferi, uccelli, uova, insetti, frutta e bacche. Questo regime alimentare varia con le stagioni e le risorse disponibili, rendendola un importante regolatore naturale di roditori e insetti.
Di indole schiva e prevalentemente notturna, la martora evita il contatto con l’uomo e vive solitaria, eccetto nel periodo riproduttivo. Le femmine partoriscono in primavera, dopo una particolare strategia detta impianto ritardato: l’embrione rimane in sospensione per diversi mesi prima di svilupparsi, così i piccoli nascono nel momento dell’anno più favorevole.
Nonostante la sua bellezza e il ruolo ecologico, la martora ha rischiato in passato di scomparire in alcune aree a causa della distruzione dell’habitat e della caccia per la pelliccia. Oggi è protetta in molti Paesi europei, ma continua a essere minacciata dalla frammentazione dei boschi e dagli investimenti stradali.
Osservarla in natura è un privilegio raro: silenziosa e veloce, lascia dietro di sé solo tracce leggere e uno sguardo curioso che sembra studiare chi la incontra. Un piccolo gioiello della fauna europea, custode dei nostri boschi.
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di sua cugina, oggi vi parliamo della Martora europea (Martes martes), un piccolo carnivoro appartenente alla famiglia dei mustelidi, la stessa di faine, donnole e lontre. Elegante e agile, la martora è riconoscibile per il manto marrone cioccolato, il petto ornato da una caratteristica macchia giallo-crema e le orecchie tonde e bordate di chiaro.
Diffusa in gran parte dell’Europa e presente anche in Italia, predilige boschi maturi di latifoglie o conifere, ma può spingersi in aree collinari e montane fino a 1.800 metri. È un’abilissima arrampicatrice: si muove con estrema agilità tra i rami alla ricerca di cibo o per sfuggire ai predatori.
La dieta della martora è onnivora e opportunista: si nutre di piccoli mammiferi, uccelli, uova, insetti, frutta e bacche. Questo regime alimentare varia con le stagioni e le risorse disponibili, rendendola un importante regolatore naturale di roditori e insetti.
Di indole schiva e prevalentemente notturna, la martora evita il contatto con l’uomo e vive solitaria, eccetto nel periodo riproduttivo. Le femmine partoriscono in primavera, dopo una particolare strategia detta impianto ritardato: l’embrione rimane in sospensione per diversi mesi prima di svilupparsi, così i piccoli nascono nel momento dell’anno più favorevole.
Nonostante la sua bellezza e il ruolo ecologico, la martora ha rischiato in passato di scomparire in alcune aree a causa della distruzione dell’habitat e della caccia per la pelliccia. Oggi è protetta in molti Paesi europei, ma continua a essere minacciata dalla frammentazione dei boschi e dagli investimenti stradali.
Osservarla in natura è un privilegio raro: silenziosa e veloce, lascia dietro di sé solo tracce leggere e uno sguardo curioso che sembra studiare chi la incontra. Un piccolo gioiello della fauna europea, custode dei nostri boschi.