Foto del 09 giugno 2025
Con questo scatto di Giuseppe Coliva torniamo a fare un giro nei pressi di Montecastagneto. L'avevamo già visitata in novembre, ma ci sembra giusto riproporlo in una stagione diversa.
Una stagione favorevole alle fioriture, con un patrimonio botanico in piena fioritura e con altre piante che la fioritura l'hanno appena passata... come quei meravigliosi tarassaci in primo piano nel campo.
Quanti di voi sono scappati quando un vostro amico vi si avvicinava pronto a soffiarveli contro? Tra i più timorosi c'erano sicuramente gli allergici.
Sebbene non siano particolarmente comuni, è possibile soffrire di una qualche forma di reazione allergica associata ai pappi del tarassaco (le sottili setole pelose che permettono ai semi di volare).
I pappi sono minuscole setole che possono provocare prurito o piccole irritazioni cutanee (dermatite da contatto) nelle persone più sensibili, a causa del loro contatto fisico.
E' meno comune, ma in rari casi chi è già sensibile al polline di tarassaco (Taraxacum officinale) o a piante della stessa famiglia delle Asteraceae (come camomilla, ambrosia, margherita) può sviluppare orticaria, congestione nasale o irritazione agli occhi se esposto massicciamente ai pappi.
Quindi sì, alcune persone possono avere reazioni anche ai pappi del tarassaco, sia per irritazione meccanica che — più raramente — per allergia crociata. Tuttavia, la causa principale di allergia rimane il polline, non il pappo in sé. Prendere semplici precauzioni (lavarsi, proteggersi durante il giardinaggio) aiuta a ridurre i rischi.
Lungi da noi, quindi, screditare il Tarassaco che è preziosissimo!
Il tarassaco (Taraxacum officinale), chiamato anche dente di leone, è una delle piante spontanee più conosciute e usate nella tradizione erboristica europea. Cresce ovunque, anche nelle nostre campagne emiliane, ed è considerato da secoli una vera pianta "amica della salute".
Il tarassaco stimola la funzione epatica e renale, favorendo l’eliminazione delle tossine. È considerato un ottimo alleato nei cambi di stagione, per “ripulire” l’organismo. Spesso viene usato in tisane detox o in cicli depurativi primaverili.
Aumenta la secrezione biliare (colagogo). Aiuta in caso di digestione lenta e pesantezza post-prandiale. Le foglie giovani, leggermente amare, stimolano l'appetito.
Favorisce la diuresi senza impoverire l'organismo di potassio (al contrario di molti diuretici sintetici). Utile per contrastare la ritenzione idrica, gonfiori e cellulite.
Eccetera ecceteroni ...
Ma non adatto a chi soffre di calcoli biliari: la stimolazione della bile potrebbe peggiorare la situazione.