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Veduta da Felinamata.

Foto del 09/05/2026

Sospesa sulle pendici meridionali del Monte Tosco, poco sopra il tracciato della Statale 63, sorge Felinamata, un borgo che pare fare da sentinella silenziosa alla valle del Secchia. È una località dove la memoria storica e il paesaggio si fondono, offrendo uno dei belvedere più iconici e suggestivi dell’intero Appennino reggiano.

La vista che si gode da questo balcone naturale è sublime, come testimonia lo straordinario scatto di Marco Cattani: l'occhio abbraccia la geometria inconfondibile della Pietra di Bismantova, che si staglia all'orizzonte come una monumentale nave di roccia, scortata dal profilo innevato del Monte Cusna. Nelle luci dell'alba, quando la nebbia riempie i fondovalle, Felinamata diventa un’isola di pietra sopra un mare bianco, regalando un senso di pace assoluta.

Ma oltre l'orizzonte, Felinamata custodisce una storia secolare. Il borgo ha radici antiche: già nel 1197 un "Giliolus de Felina mata" è menzionato tra i castellani che giurarono fedeltà al Comune di Reggio. Camminando tra i suoi edifici si incontrano tracce preziose del passato, come le case della famiglia Pignedoli, che mostrano ancora oggi conci in pietra datati 1696 e 1708, con angoli zigrinati e finestre finemente riquadrate.

Poco lontano spicca l'Oratorio della SS. Trinità, un tempo cuore devozionale della zona sotto il giuspadronato dei Pignedoli. Nonostante l'attuale uso agricolo, la struttura conserva l'eleganza settecentesca e pregevoli stucchi interni, testimoni di un'epoca in cui questi borghi erano centri vivi di spiritualità e commercio.

Felinamata è, in definitiva, la sintesi perfetta del nostro territorio: la solidità dell'architettura rurale che si apre su un infinito paesaggio naturale, ricordandoci la bellezza senza tempo delle nostre montagne.

Veduta da Felinamata. — Paesaggi dell'Appennino Reggiano — 09 maggio 2026