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Foto del 09 marzo 2024

Proseguiamo il nostro giro sulla Pedecollinare del comprensorio ceramico. Oggi ci troviamo ai piedi del Monte del Gesso (293 m. s.l.m.), uno sperone roccioso chespicca tra le argille circostanti, quel che resta di un colle sulla quale sommità era costruito un antico castello di impianto medioevale, che con il vicino castello della Torricella, dominava sulla pedecollinare scandianese. Il toponimo stesso del monte ci racconta di una geologia ben nota agli abitanti del luogo, che da sempre sfruttano il gesso che qui affiora dal terreno. Già ai tempi di Feltrino Boiardo, nel 1423, il gesso e la calce venivano prodotti in gran quantità per l'edilizia locale e la costruzione della vicina rocca. Il materiale estratto dai cavatori veniva ricavato dal duro lavoro di piccone. Le pesanti rocce erano caricate su carri e trasportate alla fornace più vicina per essere cotte ininterrottamente giorno e notte per almeno 4 o 5 giorni. Questo richiedeva una grande quantità di legna e carbone, con pesanti ripercussioni sulle coperture boscate dei dintorni. Terminata la cottura, le pietre erano estratte, immerse in buche piene d'acqua e lasciate a stagionare anche per un anno. In questo bellissimo scatto di Nicoletta Franchini vediamo quel che resta della sommità del monte, che è stato in parte "mangiato" dall'avanzamento del fronte di cava. La vena del gesso messiniano reggiana emerge proprio in questo punto dalle argille e prosegue verso ovest fino all'omonimo monte del Gesso di Vezzano sul Crostolo. I "gessi messiniani" sono rocce evaporitiche sedimentarie che prendono il nome dal periodo geologico noto come Messiniano, che si è verificato circa 5,3-7,2 milioni di anni fa nell'era del Neogene. Questo periodo è caratterizzato da eventi climatici significativi, tra cui la chiusura parziale del Mar Mediterraneo, che hanno creato un ambiente marino parzialmente o completamente prosciugato. L'evento di prosciugamento parziale del Mar Mediterraneo, noto come la "crisi di salinità messiniana ", ha avuto un impatto significativo sull'ambiente e sulla fauna marina. Durante questo periodo, il Mediterraneo è diventato un'enorme depressione con un clima secco e desertico a causa della chiusura dello Stretto di Gibilterra. Quando le acque marine sono tornate a riempire il bacino, si sono verificati importanti cambiamenti ambientali e biologici. Da settembre 2023 il geosito dei "Gessi di Scandiano" rientra ufficialmente, in parte, nel sito UNESCO "Carsismo e Grotte Evaporitiche nell'Appennino Settentrionale". Con che criterio l'UNESCO ha riconosciuto questa zona come "Patrimonio dell'Umanità"? Perché rispettano a pieno l'8° criterio, ovvero, essere esempi eccezionali che rappresentano le fasi principali della storia della terra, inclusa la documentazione della vita, processi geologici significativi in corso nello sviluppo delle morfologie o caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.
Foto del 09 marzo 2024