Foto del 09 febbraio 2026
Torniamo sulle creste dell'Appennino tra Emilia e Toscana con questo suggestivo scatto aereo di Fabio Muzzi che ci porta a San Pellegrino in Alpe.
Situato a 1.524 metri di altitudine, detiene un primato unico: è il centro abitato stabilmente più alto dell'intero Appennino Settentrionale. Ma la sua vera particolarità è istituzionale: il borgo è diviso tra i comuni di Frassinoro (MO) e Castiglione di Garfagnana (LU). All'interno del Santuario, si dice scherzosamente che il Santo riposi con la testa in Emilia e i piedi in Toscana.
La storia del borgo è legata indissolubilmente al suo Ospitale, uno dei più antichi dell'Appennino, già documentato nel 1082. Per secoli, questo è stato un punto di sosta vitale per pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Bibulca o la Via Matildica, sfidando le intemperie per valicare il Passo delle Radici.
Il fulcro del borgo è il Santuario che conserva le spoglie dei Santi Pellegrino e Bianco.
La leggenda narra che Pellegrino fosse il figlio di un re di Scozia che rinunciò alla corona per farsi eremita. Dopo aver viaggiato in Terra Santa, scelse queste vette impervie per vivere in preghiera dentro il tronco cavo di un faggio.
Il folklore locale è ricco di racconti sulle tentazioni subite dal Santo. Si dice che il Diavolo, spazientito dalla resistenza di Pellegrino, lo schiaffeggiò con tale forza da fargli compiere tre giri su se stesso. Il Santo rispose con un ceffone così potente da scagliare il maligno contro una montagna, forandola: nacque così il celebre Monte Forato, visibile dalla Garfagnana.
Il Museo Etnografico: ospitato nei locali dell'antico Ospitale, il Museo "Don Luigi Pellegrini" è una delle raccolte più importanti della civiltà contadina appenninica, con oltre 4.000 oggetti che raccontano la dura vita di montagna.
Poco distante dal borgo si trova un cumulo di pietre chiamato "Giro del Diavolo". Secondo un'antica penitenza, i pellegrini dovevano salire fin qui portando pietre proporzionate ai propri peccati e gettarle nel mucchio compiendo un percorso rituale.
Oggi San Pellegrino appare proprio come un borgo dove il tempo sembra essersi fermato per proteggere le storie di chi, per secoli, ha cercato rifugio tra queste vette.