Foto del 09 gennaio 2026
Bellissimo scatto aereo di Sergio Vaiani che ci mostra l'inconfondibile sagoma dell'invaso artificiale di Ridracoli.
La Diga di Ridracoli, situata nell'alto Appennino forlivese all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è molto più di un’opera ingegneristica: è il vero "cuore azzurro" della Romagna. Completata nel 1982 dopo quasi un decennio di lavori, rappresenta uno dei rari esempi in cui un’infrastruttura massiccia si integra perfettamente in un ecosistema protetto, diventando risorsa vitale e meta turistica.
La struttura è una diga ad arco-gravità, una tipologia a doppia curvatura che scarica la pressione dell'acqua sia sui fianchi della montagna che verso il basso.
Altezza: 103,5 metri.
Sviluppo del coronamento: 432 metri di lunghezza.
Volume di calcestruzzo: Circa 600.000 metri cubi.
L'invaso creato sbarra il corso del fiume Bidente e del Rio Celluzze, dando vita a un lago artificiale che si insinua per circa 5 km nelle valli circostanti, raggiungendo una capacità massima di circa 33 milioni di metri cubi d'acqua.
Perché è fondamentale?
L'utilità di Ridracoli si declina in tre punti chiave:
-> È la principale fonte d'acqua dolce per oltre un milione di persone (che raddoppiano in estate con il turismo) tra le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Senza Ridracoli, la Romagna soffrirebbe crisi idriche gravissime e dovrebbe dipendere esclusivamente da pozzi (causando subsidenza) o dal Po.
-> Grazie alla caduta dell’acqua verso il potabilizzatore di Capaccio, la diga produce energia idroelettrica, riducendo l'impatto ambientale.
-> Essendo parte di un parco nazionale, l'area è un modello di biodiversità. Il monitoraggio costante della qualità dell'acqua garantisce un prodotto finale eccellente, mentre l'ecomuseo IDRO e i battelli elettrici promuovono un turismo consapevole.
In un’epoca segnata da siccità e cambiamenti climatici, Ridracoli è la "polizza assicurativa" della Romagna, un gigante di cemento che protegge la vita quotidiana di un intero territorio.