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Organetto

Foto del 08/10/2026

Qui vediamo un bellissimo esemplare di Organetto (Acanthis flammea), fotografato da Lorenzo Zuntini.

Questo minuscolo fringillide misura appena 12-14 cm e pesa 12-15 grammi, come tre bustine di zucchero. Si riconosce al primo sguardo dal berretto rosso sulla fronte, dalla piccola macchia nera sotto il becco e dal piumaggio striato di bruno; i maschi, in primavera, si “vestono” anche di rosa sul petto. Il becco giallo-arancio, corto e acuto, è lo strumento perfetto per estrarre i semi di betulle, ontani e conifere, di cui è ghiotto: l’Organetto si appende a testa in giù ai rametti con acrobazie da circo.

Il nome? Deriva dal suo verso: un trillo metallico e ronzante, ripetuto in volo, che ricorda il suono di un piccolo organo portatile. Anche il nome scientifico “flammea” parla di lui e richiama il rosso fiammante del cappuccio; gli inglesi lo chiamano Redpoll, cioè “testa rossa”.

Le curiosità non mancano. È un vero campione di resistenza al freddo: vive nelle foreste boreali e nella tundra, dove le notti possono scendere ben sotto i -30 °C. Per sopravvivere ha un “trucco”: una piccola sacca nell’esofago in cui immagazzina i semi raccolti di giorno, digerendoli poi con calma durante la notte, e nelle notti più gelide si scava un rifugio nella neve per dormire al caldo.

E noi che c’entriamo? In Italia l’Organetto è soprattutto un visitatore invernale: arriva dal Nord Europa quando il freddo morde e il cibo scarseggia e, negli inverni più rigidi, può spingersi in gruppi numerosi fino a quote basse. Vederlo è un piccolo indizio che l’inverno si sta facendo sentire. Tenete d’occhio le betulle: potreste incontrare anche voi questo piccolo viaggiatore del Nord!

Una nota: dal piumaggio piuttosto bruno potrebbe trattarsi dell’Organetto minore (Acanthis cabaret), distinto dall’Organetto vero e proprio.

Organetto  — Fauna dell'Appennino Reggiano — 08 ottobre 2026