Foto del 08 ottobre 2023
Oggi vi presentiamo la "Regina" dei nostri cieli, il rapace che domina sulle vette del nostro Appennino e lo facciamo con questo meraviglioso scatto di Alberto Gambarelli.
Stiamo parlando dell'Aquila Reale (Aquila chrysaetos) , un uccello appartenente alla famiglia Accipitridae che è ben presente anche nella nostra Provincia. Ovviamente parliamo di un'uccello amante degli ambienti di alta quota, ma non è raro o impossibile vederla transitare anche sulla bassa collina.
Le aquile reali hanno un'apertura alare che può variare da circa 1,8 a 2,34 metri. Gli esemplari maschi sono generalmente più piccoli delle femmine. Sono caratterizzate da un piumaggio marrone scuro sulla parte superiore e da un piumaggio più chiaro sulla parte inferiore.
Gli adulti hanno una testa e un collo marroni, mentre i giovani hanno testa e collo più chiari. Il becco forte e gli artigli adunchi le consentono di uccidere animali di dimensioni anche nettamente superiori alle sue.
L'aquila si nutre di una vasta gamma di animali, tra cui mammiferi, uccelli e in alcune zone anche rettili. Fra i mammiferi, predilige roditori, lepri, marmotte, citelli, istrici, conigli selvatici, scoiattoli, volpi, martore, faine, cani, gatti, cuccioli di lupo e occasionalmente caprioli. Attacca anche giovani di altre specie se hanno le dimensioni giuste.
Per quanto riguarda gli uccelli, le sue prede includono altri rapaci, colombacci, colombelle, tortore, otarde, oche granaiole, oche lombardielle, folaghe, trampolieri, cornacchie grigie, cornacchie nere, corvi imperiali, gracchi alpini, gracchi corallini, taccole, galli cedroni, galli forcielli, pernici bianche, pernici rosse, fagiani, francolini, quaglie e starne. Tra i rettili, caccia serpenti, tartarughe (che lascia cadere da grandi altezze sulle rocce), e occasionalmente, se non ci sono prede migliori, ramarri e altri sauri. Non trascura nemmeno rane e rospi.
Solitamente, i due partner cacciano insieme e a volte giocano con la preda. I giovani, che hanno bisogno di molto cibo, spesso competono per il cibo, con il primo nato che di solito prende tutto. Inoltre, l'aquila integra la sua dieta con resti di animali morti che trova, soprattutto ungulati vittime degli inverni rigidi.
Nonostante ci siano leggende riguardo alla capacità dell'aquila di sollevare prede pesanti come agnelli o addirittura bambini, in realtà può trasportare solo prede di medie dimensioni, circa 1,5 kg, e solo se la cattura avviene da una posizione sopraelevata rispetto al nido.
Le Aquile nidificano più in basso rispetto ai loro territori di caccia, così da non dover faticare in salita per consegnare il cibo ai piccoli nel nido. Le coppie sono fedeli tra loro e quando scelgono una zona vi restano costruendo diversi nidi tra dirupi e cime di alberi. Di anno in anno, la coppia sceglie il nido più consono per deporre le uova (un paio) e solitamente solo un piccolo arriva all'età adulta.
Nella mitologia antica l'aquila è spesso associata al sole ed è considerata, a seconda delle diverse culture, una manifestazione dello spirito divino o una messaggera degli dei. Nella tradizione greca e romana l'aquila è il simbolo di Zeus e, come il padre degli dei, è portatrice di fulmini e immagine di grande potenza.
Aristotele scriveva di lei: ""Vola in alto per potere abbracciare con lo sguardo una visuale più ampia sulle zone sottostanti. Ed è per questo che gli uomini dicono dell'aquila che, fra tutti gli uccelli, è l'unico a essere divino".
Nell'arte, per rimanere nel reggiano, abbiamo uno splendido dipinto dal titolo "Aquila con Volpe" eseguito da Antonio Ligabue. Una scena di lotta per la vita che è spesso rappresentata con durezza e violenza nei dipinti di Ligabue. La scena si svolge in un sereno paesaggio di campagna, che è contrapposto alla lotta in primo piano. In questa suggestione pare quasi di sentire i rumori dei due animali. (ma non vi mettiamo l'immagine del quadro, preferiamo stimolare la vosta curiosità e voglia di scoperta) :)