Foto del 08 giugno 2024
Con questo scatto di Alberto Romano torniamo in Città e ammiriamo il "sacro" torrente Crostolo che lo attraversa.
Lo facciamo nel giorno dell'anniversario della terribile alluvione di Reggio Emilia del 1973 che costò la vita a due nostri concittadini.
Questa sciagura portò, successivamente, a quella poco consona idea di "cementarne" il letto del torrente in Città.
Poco consona perchè un intervento del genere, al giorno d'oggi, è considerata scientificamente discutibile e dannosa. Ma polemiche a parte, il disastro fu dovuto alle ingenti piogge cadute sul nostro Appennino tra la l'ultima parte della giornata dell'8 giugno e la nottata del 9.
Dalla Collina scese un notevole quantitativo di acqua che fece innalzare improvvisamente il livello del Crostolo. Il torrente non era ancora dotato delle arginature attuali ed in breve allagò completamente la zona di via monte Cisa. Ai tempi le case erano costruite proprio in riva al corso d'acqua.
Purtroppo eventi del genere capitavano spesso in Città, ma fu solo dopo questa tragedia che vennero innalzati gli argini a difesa di Reggio Emilia in modo più definitivo.
Argini a parte, gran parte della colpa fu addossata anche alla presenza di numerosi ostacoli nel letto del torrente. Ostacoli rappresentati da legname accumulato sotto lo arcate dei ponti portati da piene precedenti. Questo ha ridotto la sezione disponibile al passaggio dell'acqua ed il livello del Crostolo salì di quota fino all'inevitabile sormonto.
Tematiche che dopo 51 anni sanno ancora d'attualità. Il risultato, quindi, fu di 2 vittime, 500 persone sfollate, campi e raccolti allaganti, pianificazione del territorio, frane e dissesto idrogeologico.
Vi abbiamo fatto accenno al fatto che la scelta di cementare il torrente non è mai una buona scelta, ma ci sembra doveroso anche dirvi il perché:
- La cementificazione accelera il deflusso dell'acqua piovana, riducendo la capacità del fiume di assorbire e rallentare l'acqua. Questo può portare a un aumento della velocità e del volume dell'acqua durante le piogge intense, aumentando il rischio di inondazioni a valle.
- La velocità dell'acqua in un fiume cementato può aumentare, causando una maggiore erosione delle sponde e del letto stesso nelle sezioni non cementate. Questo può portare a una maggiore instabilità delle sponde e a ulteriori problemi di erosione e sedimentazione a valle.
- I fiumi naturali hanno un effetto di raffreddamento sull'ambiente circostante grazie all'evaporazione dell'acqua e alla vegetazione lungo le sponde. Cementando il letto, si riduce l'evaporazione e si aumenta la temperatura dell'acqua e dell'aria circostante, alterando il topoclima locale.
- I fiumi non cementati offrono una serie di funzioni ecologiche come la depurazione delle acque, la ricarica delle falde e la regolazione delle portate durante i periodi di siccità e di piena. Cementando il letto, queste funzioni vengono compromesse, riducendo la capacità del fiume di sostenere l'ecosistema e le attività umane.
- Il letto naturale di un fiume è un habitat complesso che ospita una vasta gamma di flora e fauna. Cementandolo, si elimina questo ambiente, causando la perdita di habitat per molte specie acquatiche, insetti, piante e animali che dipendono dal fiume per la loro sopravvivenza.
- I fiumi cementati non hanno la capacità di filtrare e depurare l'acqua in modo naturale, riducendo la qualità dell'acqua e aumentando la concentrazione di inquinanti. Le piante e i sedimenti naturali che si trovano nei letti dei fiumi fungono da filtro per le sostanze inquinanti, ruolo che viene perso con la cementificazione.
... e tanti ... ma proprio tanti altri motivi!