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Foto del 08 aprile 2024

Torniamo in alta quota e lo facciamo con la regina del pernotto in quota: Rosanna Bandieri. Nel nostro tour virtuale dell'alto appennino non poteva mancare l'anfiteatro che accoglie le sorgenti del Secchia. Il catino di origine glaciale più suggestivo ed amato dagli escursionisti dell'appennino reggiano. Parliamo di un anfiteatro a cui fanno corona le creste dell'Alpe Marina, di Pietratagliata, della Spiaggia Bella, del Casarola e l'Alpe di Succiso. Un luogo riparato che sicuramente ha protetto fino all'ultimo dai raggi solari l'importante ghiacciaio che lo occupava fino alla fine dell'ultima glaciazione. Successivamente il vuoto è stato colmato da un lago di circo che gradualmente è scomparso riempiendosi di detriti in caduta dalle montagne circostanti. Ora la prateria è dominata da rigagnoli d'acqua, tra cui il neonato fiume Secchia che inizia il suo lungo viaggio di 172 km fino al Po. Nel mezzo della prateria abbiamo un enorme masso triangolare a tre facce che delimitava un confine importantissmo. Sulle tre facce, infatti, vi sono raffigurate tre croci incise diversi secoli fa. Si tratta dell'antico modo di segnare i confini di stato e qui le tre facce del masso rispecchiano ognuno una porzione di pascolo assegnato alle tre comunità che si incontravano in questa zona. Parliamo delle comunità di Camporàghena (a Sud-Ovest che apparteneva allo Stato di Firenze), la comunità di Succiso (a nord e che apparteneva allo Stato di Parma) ed alla comunità di Cerreto (a Sud-Est che rientrava nello Stato di Modena e Reggio).
Foto del 08 aprile 2024