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Foto del 08 febbraio 2024

Oggi torniamo a percorre le rive del fiume Po, il quinto fiume europeo per portata media (dopo Danubio, Reno, Rodano e Dnepr) e lo facciamo con questo caldo scatto di Caleffi Emanuele. Ci troviamo sulle sponde reggiane nei pressi di Luzzara e vorremmo scoprire con voi il perchè del nome "Po". I primi accenni del Grande fiume, detto Eridano, si ritrovano nella "Teogonia" di Esiodo (filosofo greco del VII secolo a.C.). Citato come nome di uno dei tanti figli del titano Oceano e la ninfa Teti (o Tetide, come l'antico Oceano che si è chiuso milioni di anni addietro) e dai quali derivano vari nomi di altri fiumi europei. Per i celto-liguri, che stanziarono nel nord-Italia dal IX secolo a.C. circa, il nome del Po era invece Bodinkòs o Bodenkùs, che indica "scavare" o "render profondo", la stessa radice da cui derivano i termini italiani "fossa" o "fossato". L'antico nome latino Padus - da cui l'aggettivo padano - deriverebbe, secondo l'opinione più diffusa, dalla radice di bodinkòs; secondo altri però, deriverebbe da un'altra parola celto-ligure, pades, indicante una resina prodotta da una qualità di pini selvatici particolarmente abbondante presso le sue sorgenti del Monviso. Il nome italiano Po si ottiene quindi dalla contrazione del latino Padus > Pàus > Pàu > Pò. In diverse lingue slave si usa ancora chiamare il nostro fiume Pad o Padus. Nella nostra lingua, esistono ancor oggi le parole paduano, padano, Pianura Padana.
Foto del 08 febbraio 2024