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Foto del 07 maggio 2025

La foto del giorno di oggi è un omaggio ai due edifici simbolo del nostro capoluogo ed è opera di Antonio Bruno.

Lo sguardo di questo skyline viene immediatamente catturato di due elementi architettonici in netto contrasto tra loro: in primo piano la maestosa Basilica della Beata Vergine della Ghiara, esempio di arte e spiritualità del Seicento emiliano, e sullo sfondo i moderni e avveniristici ponti di Calatrava, simboli della città proiettata verso il futuro.

La Basilica della Ghiara, costruita tra il 1597 e il 1619, è uno dei luoghi di culto più significativi della nostra città. È un capolavoro del tardo Rinascimento e del primo Barocco emiliano, costruita su progetto dell’architetto ferrarese Alessandro Balbi, e arricchita internamente da un eccezionale ciclo di affreschi dei maggiori pittori del Seicento emiliano, tra cui Ludovico Caracci, Guercino, Carlo Bononi, Alessandro Tiarini e Lionello Spada.

In questo luogo scorreva il torrente Crostolo che, deviato il suo corso all'esterno delle mura nel 1226, lasciò un terreno ghiaioso e la zona prese così il nome di Ghiara o Giarra (“ghiara” in dialetto indica un terreno ghiaioso).

A differenza di molte basiliche italiane, la Ghiara non ha una torre campanaria propriamente monumentale e isolata, ma una torre “incorporata” nel corpo dell’edificio, posta a lato della facciata principale. Di forma quadrata, è caratterizzata da una serie di finestre disposte su più livelli, con una cuspide a lanterna ottagonale che la rende slanciata e riconoscibile nel profilo cittadino.

L’orologio sulla facciata della torre è una presenza tipica delle chiese cittadine, utile anche in passato per regolare la vita quotidiana della comunità e venne aggiunto nel 1661.

La torre è dotata di un concerto di cinque campane, la più grande è chiamata "La Fornara", in quanto donata dai fornai di Reggio, ha un diametro di 141 cm, il peso di 1624 kg e risale alla prima metà del '600. Negli anni ’70 era stata eseguita l’elettrificazione delle campane, ma nel 2012, su sollecitazione della Fabbriceria Laica del Tempio della Ghiara, è stato ripristinato l’antico sistema manuale di suono a cura dell’Unione Campanari Reggiani.

In netto contrasto con la classicità della Basilica, si stagliano all’orizzonte i ponti progettati dall’architetto e ingegnere spagnolo Santiago Calatrava, costruiti nei primi anni Duemila nell’ambito del progetto della stazione dell’Alta Velocità. I tre ponti – ufficialmente “Ponti di Reggio Emilia” – attraversano l’autostrada A1 e rappresentano uno degli interventi più significativi di architettura contemporanea nel nord Italia.

Le arcate bianche si slanciano nel cielo con linee pulite, eleganti e futuristiche. Il design è ispirato al movimento, alla leggerezza, alla tensione verso l’alto. Sono ponti che non solo collegano, ma comunicano un’identità: quella di una città che conserva gelosamente il proprio patrimonio storico e religioso, ma al tempo stesso non ha paura di confrontarsi con la modernità e con le sfide del futuro.

Che dite? Abbiamo esagerato con la poesia?




Foto del 07 maggio 2025