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Foto del 07 maggio 2024

Uno degli scorci più affascinanti della Pianura reggiana, parliamo della chiesa di Santa Maria Assunta di Villa Sesso vista attraverso l'arco Tesauri, l'antica casa del campanaro della vicina chiesa. Grazie a questo scatto di Adriano Tognetti, vi parliamo un po' di questo famoso edificio che svetta maestoso tra le campagne della periferia nord di Reggio Emilia grazie al suo campanile, il più alto della provincia. Altra cosa curiosa di questo altissimo campanile di 69 metri è che presenta una leggera inclinazione a causa di un leggero cedimento del terreno sotto il suo peso. A questo si può collegare anche una delle possibili interpretazioni dell'origine del nome "Sesso", da "sessum", che significa sedimento, legato all'alveo del torrente Crostolo che scorre più ad occidente. Un'altra ipotesi vede derivare il nome dalla distanza in miglia dell'abitato dal centro di Reggio Emilia, il sesto miglio. L'aspetto attuale della chiesa è dovuta ai lavori effettuati nel 1700 e terminati nel 1711 su progetto dell'architetto Gian Maria Ferraroni, lo stesso che iniziò la costruzione del campanile che venne poi terminata da Tarabusi nel 1740. La chiesa segue un orientamento liturgico e presenta una facciata suddivisa da quattro lesene, con una cornice marcapiano che divide la struttura in due parti. La parte superiore è sormontata da un frontone triangolare e decorata con quattro acroteri piramidali. Al centro della facciata si trova un grande affresco dell'Assunta, mentre ai lati sono presenti due nicchie contenenti le statue di San Giuseppe e San Vincenzo Ferreri. Ai lati del portale arcuato sono collocate altre due nicchie con statue di santi. Il campanile, situato alla destra della chiesa, è il più alto della provincia, anche se presenta una leggera inclinazione a causa delle fondamenta e delle caratteristiche del terreno. All'interno, restaurato nel 1896 e nel 1946, si trova una navata unica decorata con dodici colonne d'ordine composito che sostengono la cupola centrale. Sulla facciata interna è presente un affresco raffigurante la Donna dell'Apocalisse, opera di Giovanni Bolla. Sempre dello stesso artista sono i dipinti dei quattro Evangelisti nella cupola e l'Assunta nell'ancona dell'abside. Il coro ligneo risale al 1790. Nella cantoria destra è collocata una rappresentazione seicentesca, in stile caravaggesco, della Flagellazione di Gesù.
Foto del 07 maggio 2024