Foto del 07 aprile 2025
Oggi si torna nelle nostre campagne e con Giuseppe Coliva andiamo alla scoperta di un luogo dal passato glorioso.
La stalla della Barisella a Cadelbosco di Sopra, ormai ridotta a rudere, è una testimonianza importante dell’economia agricola reggiana del passato, in particolare legata all’allevamento della vacche rosse reggiane, una delle razze bovine più pregiate e simboliche della zona.
Ecco un po' di contesto storico e rurale
La razza Reggiana (detta anche “Rossa Reggiana” o “Razza Reggiana”) è un'antica razza autoctona emiliana, nota fin dal Medioevo. È famosa soprattutto per essere l’unica razza storicamente impiegata per la produzione del Parmigiano Reggiano, grazie alla qualità superiore del suo latte. La stalla della Barisella, utilizzata fino agli anni ‘60, rientra in quel contesto di fattorie padronali o mezzadrili che organizzavano la vita rurale della Bassa reggiana.
Queste grandi stalle erano spesso parte di tenute agricole estese, come appunto la Barisella, che comprendeva anche abitazioni coloniche, campi seminati e strutture per il foraggio. Le stalle non erano solo ricoveri per gli animali, ma cuore produttivo delle aziende agricole: il latte veniva raccolto e poi conferito ai caseifici locali.
L’edificio, pur degradato, mostra ancora i tratti tipici delle grandi stalle del Novecento come:
- Ampie arcate a tutto sesto nella parte inferiore, per l’areazione e l’ingresso dei carri.- Finestre piccole e regolari nella parte superiore, dove potevano esserci fienili o ricoveri secondari.
- Struttura in muratura a vista e intonaco rustico, con elementi in laterizio.
Il tetto parzialmente crollato e la vegetazione invasiva parlano dell’abbandono, ma anche della forza del tempo su queste architetture. Nonostante tutto, conserva un forte fascino rurale.
Con l’arrivo della meccanizzazione agricola e i cambiamenti economici del secondo dopoguerra, molte di queste aziende sono state dismesse, e molte stalle come questa sono rimaste testimoni silenziosi di un’epoca.