Foto del 06 ottobre 2025
Con questo scatto notturno di Giacomo Salomone andiamo alla scoperta dell'animale più silenzioso del nostro territorio.
Il Barbagianni (Tyto alba) è uno degli uccelli notturni più affascinanti e riconoscibili d’Europa. Con la sua sagoma elegante, il volo silenzioso e quel volto bianco a forma di cuore, sembra uscito da una fiaba. Diffuso anche in Emilia, predilige campagne, cascinali abbandonati, campanili e fienili dove può cacciare indisturbato e trovare riparo durante il giorno.
È un rapace notturno di media taglia (lunghezza 30-40 cm, apertura alare fino a 90 cm) dal piumaggio chiaro e dorato sul dorso e biancastro sul petto e sul viso. Gli occhi scuri e profondi, incastonati nella caratteristica “maschera” a cuore, sono adattati a vedere con pochissima luce. Le sue ali morbide e ampie permettono un volo quasi muto: le penne hanno una struttura particolare che smorza i fruscii dell’aria, rendendo il Barbagianni un predatore invisibile alle sue prede, perlopiù topi, arvicole e piccoli uccelli.
Il suo richiamo acuto e stridulo, molto diverso dal “canto” del gufo, ha alimentato nei secoli superstizioni e leggende: in passato era considerato presagio di sventura, soprattutto nei paesi di campagna dove lo si udiva di notte vicino alle abitazioni. In realtà, la sua presenza è tutt’altro che negativa: il Barbagianni è un prezioso alleato dell’agricoltura, capace di catturare centinaia di roditori ogni anno, contribuendo a mantenere in equilibrio gli ecosistemi rurali.
È un animale fedele al suo territorio, dove ritorna ogni stagione per la nidificazione. Le coppie depongono da 4 a 7 uova, e i piccoli restano nel nido fino a quando imparano a cacciare.
Purtroppo, negli ultimi decenni, la specie ha visto un calo in molte zone d’Italia a causa della perdita di vecchi edifici rurali e dell’uso di pesticidi che riducono le prede.
Per via del suo volo stealth, del suo colore bianco e l'abitudine di frequentare cascine diroccate e cimiteri di campagna è all'origine dei timori atavici dei "fantasmi" in senso stretto... quelli con il lenzuolo bianco che volteggiano silenziosi.
Il Barbagianni (Tyto alba) è uno degli uccelli notturni più affascinanti e riconoscibili d’Europa. Con la sua sagoma elegante, il volo silenzioso e quel volto bianco a forma di cuore, sembra uscito da una fiaba. Diffuso anche in Emilia, predilige campagne, cascinali abbandonati, campanili e fienili dove può cacciare indisturbato e trovare riparo durante il giorno.
È un rapace notturno di media taglia (lunghezza 30-40 cm, apertura alare fino a 90 cm) dal piumaggio chiaro e dorato sul dorso e biancastro sul petto e sul viso. Gli occhi scuri e profondi, incastonati nella caratteristica “maschera” a cuore, sono adattati a vedere con pochissima luce. Le sue ali morbide e ampie permettono un volo quasi muto: le penne hanno una struttura particolare che smorza i fruscii dell’aria, rendendo il Barbagianni un predatore invisibile alle sue prede, perlopiù topi, arvicole e piccoli uccelli.
Il suo richiamo acuto e stridulo, molto diverso dal “canto” del gufo, ha alimentato nei secoli superstizioni e leggende: in passato era considerato presagio di sventura, soprattutto nei paesi di campagna dove lo si udiva di notte vicino alle abitazioni. In realtà, la sua presenza è tutt’altro che negativa: il Barbagianni è un prezioso alleato dell’agricoltura, capace di catturare centinaia di roditori ogni anno, contribuendo a mantenere in equilibrio gli ecosistemi rurali.
È un animale fedele al suo territorio, dove ritorna ogni stagione per la nidificazione. Le coppie depongono da 4 a 7 uova, e i piccoli restano nel nido fino a quando imparano a cacciare.
Purtroppo, negli ultimi decenni, la specie ha visto un calo in molte zone d’Italia a causa della perdita di vecchi edifici rurali e dell’uso di pesticidi che riducono le prede.
Per via del suo volo stealth, del suo colore bianco e l'abitudine di frequentare cascine diroccate e cimiteri di campagna è all'origine dei timori atavici dei "fantasmi" in senso stretto... quelli con il lenzuolo bianco che volteggiano silenziosi.