Foto del 06 giugno 2025
Torniamo a parlare di patrimonio storico reggiano della bassa con questo bellissimo scatto di Terry Rijtano.
Siamo sulle rive del Crostolo, più precisamente sulla riva sinistra nel Comune di Cadelbosco di Sopra e a breve distanza dal Cavo Cava. Una zona che ha visto l'arrivo dell'alluvione in occasione degli eventi di ottobre scorso quando il sormonto delle acque ha causato allagamenti in tutta l'area.
La struttura che oggi vediamo in stato di abbandono e parziale rovina, ha origini molto antiche adibito a diverse funzioni,tra cui quella legata a un importante punto di attraversamento fluviale, da cui deriva il nome "Traghettino". In passato, i fiumi della bassa padana erano veri e propri ostacoli ai collegamenti viari: non esistevano ponti stabili e il trasporto avveniva grazie a traghetti e chiatte. Il Crostolo, sebbene oggi ridotto, un tempo era un corso d’acqua più ampio e navigabile. Presso il punto detto del Traghettino si trovava uno dei principali guadi/traghetti della zona, utilizzato per i collegamenti tra Reggio Emilia, Guastalla e il Po.
Le prime attestazioni dell'area risalgono probabilmente all'epoca tardo medievale. I primi colonizzatori del fondo agricolo che al tempo era conosciuto come Roarolo, furono i Benedettini dell'Abbadia di Canossa prima dell'anno 1000, che ne tennero il possesso fino al 1219. Da quell'anno, in seguito a permute, la proprietà passò ai Benedettini del Convento di San Giovanni di Parma che vi restarono ininterrottamente fino all'epoca della Rivoluzione francese.
Nel corso dei secoli la funzione puramente difensiva della torre venne meno. Il traghetto rimase in funzione fino almeno al XVIII secolo, dopodiché, con la sistemazione idraulica del Crostolo e la costruzione di argini stabili, l’attraversamento perse importanza. A quel punto la corte fu progressivamente trasformata in pura corte agricola padronale.
Il complesso odierno comprendeva:
una torre con portale a volta, resti della funzione fortificata;
un piccolo corpo di fabbrica con finestre a feritoia e merlatura, a imitazione di un piccolo castello;
edifici agricoli annessi, oggi per lo più scomparsi o ridotti a rudere in gran parte dedicati all'allevamento.
Nell’Ottocento la corte passò in mano a famiglie di possidenti agricoli della zona. Le testimonianze orali ricordano che il luogo rimase attivo come sede di aziende agricole fino alla metà del Novecento. Un'azienda dedita alla produzione del Parmigiano-Reggiano.
Dopo la seconda guerra mondiale, con l’abbandono progressivo della campagna e la modifica del sistema viario, anche il Traghettino perse rilevanza pratica. Il sito fu abbandonato e oggi versa in stato di degrado, pur mantenendo un notevole valore storico e paesaggistico.
Oggi la Corte del Traghettino è un simbolo del passato rurale e fluviale del reggiano.