Foto del 06 maggio 2025
Rendiamo omaggio al nostro Appennino che si sta liberando del suo manto bianco con questo favoloso scatto panoramico della Regina del Crinale Rosanna Bandieri che ci delizia sempre con i suoi scatti.
La primavera è in pieno svolgimento e l'ultima neve che ancora ricopre le nostre montagne sta progressivamente fondendo. Ma a livello fisico cosa avviene nella neve da quando cade come soffice fiocco in inverno all'arrivo del caldo primaverile?
Questo processo si chiama metamorfismo della neve, ed è un fenomeno tanto affascinante quanto importante, ad esempio per la stabilità dei pendii montani, per la formazione delle valanghe e per il bilancio idrico.
Quando la neve cade, i fiocchi sono strutture complesse e leggere, formate da cristalli esagonali. Subito dopo la caduta i cristalli sono poco compatti e molto ricchi d’aria (fino al 90% del volume), le forme sono ben definite, con rami e punte (dendriti), ed il manto nevoso è soffice, poco stabile e molto isolante.
Durante l’inverno, a basse temperature, la neve va incontro a metamorfismo costruttivo: i cristalli cambiano forma lentamente, diventano più rotondi e compatti, l’aria si sposta da un cristallo all’altro per sublimazione (passaggio diretto da ghiaccio a vapore e viceversa), e il manto si assesta e si compatta, diventando più denso.
Con l’arrivo della primavera e temperature vicine o superiori a 0 °C, avviene il metamorfismo da fusione, che trasforma completamente il manto nevoso: il sole e l’aria calda fanno fondere i cristalli superiori, l’acqua di fusione penetra negli strati inferiori, dove può congelare nuovamente di notte, i cristalli si trasformano in granuli più grandi, tondeggianti e pesanti, la neve diventa umida, compatta e granularizzata, perde volume e si assesta rapidamente, si formano croste dure o strati alternati di neve fradicia e ghiaccio.
Questo processo accelera la fusione finale del manto nevoso.
In questo panorama vediamo un classico ambiente di fine stagione nevosa: chiazze scoperte, manto discontinuo, neve compressa e rigonfiamenti tipici della neve umida e trasformata. È il segno che il ciclo stagionale della neve sta per concludersi… ma in alta quota, i residui possono persistere ancora per settimane.