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Foto del 06 febbraio 2024

Torniamo a visitare le formazioni argillose di Atticola con questi luminosi scatti di Giuliano Carrozzi per fare due chiacchiere sui Calanchi. I calanchi rappresentano un fenomeno geomorfologico causato dall'erosione del terreno, che si verifica quando le acque piovane sciolgono lentamente le rocce argillose degradate. Queste rocce, con una limitata copertura vegetale, sono meno protette dal ruscellamento, il che porta alla formazione di profonde solcature lungo i versanti dei monti o delle colline. Nella nostra provincia ne abbiamo degli esempi meravigliosi in diverse località, dai più famosi di Canossa e Baiso fino a queste meraviglie nascoste nella valle dell'Enza. Le particelle di argilla sono estremamente piccole e hanno una struttura cristallina laminare, il che significa che sono disposte in strati sovrapposti. Questa struttura dà all'argilla la sua caratteristica plasticità e capacità di trattenere l'acqua. Quando l'argilla viene miscelata con acqua, forma una pasta plastica che può essere modellata facilmente. Le piante che si stabiliscono nelle zone calanchive sono soggette a stress per tutto il periodo dell'anno: scarsità di acqua, temperature molto alte e alte concentrazioni di sale. E' frequente ritrovare in questi ambienti essenze più tipiche delle coste che affacciano sul mare Mediterraneo come: Elicriso (Helichrysum italicum, dall'intenso profumo intenso di liquirizia) e finocchietto selvatico. Ma la pianta che più caratterizza questo ambiente è sicuramente la Ginestra odorosa (Spartium junceum).
Foto del 06 febbraio 2024

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