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Chesa di Paderna

Foto del 05/11/2026

Continuiamo l’esplorazione del nostro patrimonio culturale. Con questo scatto serale di Simone Lugarini scopriamo la bellissima chiesa di Paderna, frazione di Vezzano sul Crostolo. Un raggio di sole radente, che buca le nubi scure del temporale, accende il giallo della facciata e dei boschi autunnali, mentre il resto della collina resta nella penombra: un effetto di luce che sembra messo in scena.

Dove si trova
Paderna è una piccola frazione delle colline di Vezzano sul Crostolo, nell’Appennino reggiano, in una zona di boschi, prati e piccoli nuclei di case. La chiesa è dedicata a San Michele Arcangelo, il santo che da sempre protegge i luoghi alti: non a caso tante chiese dedicate a lui sorgono su colline e altura.

Una storia di quasi mille anni
La prima notizia scritta risale al 1193: in quell’anno la “cappella” di Paderna compare in un privilegio dell’imperatore Enrico VI a favore della chiesa di Reggio. Nel 1302 la chiesa di San Michele di Paderna è indicata nelle “Rationes Decimarum”, l’elenco delle decime pagate alla Chiesa, ed è soggetta alla pieve di Lezolo. In passato, dunque, era una piccola cappella dipendente da una pieve, tipica dei paesi di collina.

Com’era e com’è
Nel 1664, in occasione della visita pastorale del vescovo Agostino Marliani, la chiesa aveva una pianta ad aula rettangolare con abside semicircolare e sagrestia sul lato nord, due altari e un soffitto a capriate. Nell’Ottocento il parroco don Bartolomeo Rabotti la rinnovò completamente: mise in volta il soffitto e la ridusse alla forma che vediamo oggi, concludendo i lavori nel 1847. Una lapide sulla facciata, in marmo di Carrara, riporta la data e una dedica: “Pro magnitudine Dei et S. Mich. Arch. amore”, cioè “per la grandezza di Dio e per amore di San Michele Arcangelo”.

L’architettura
L’edificio è costruito in muratura di pietra, con un’unica navata a volta, un presbiterio, un’abside e due cappelle laterali. Il campanile, a pianta quadrata e con tetto a padiglione, completa un insieme semplice, ma proporzionato: nella foto spicca per il colore caldo dell’intonaco.

Gli altari
Gli altari della chiesa sono opere in scagliola, una tecnica decorativa che imita il marmo, realizzate da artigiani reggiani della famiglia Tondelli. L’altare maggiore è firmato da Lazzaro Tondelli (1828); quello della cappella dedicata alla Madonna della Ghiara è opera di Francesco Tondelli (1867). Un altro altare, nella cappella nord, porta la data del 1830.

Un invito
Piccole chiese come questa, quasi nascoste tra i boschi, sono un pezzo importante della nostra storia: fermarsi a guardarle, specie con la luce giusta, è un modo per scoprirle.

Chesa di Paderna — Paesaggi dell'Appennino Reggiano — 05 novembre 2026