Foto del 05 novembre 2025
Con questo rilassante scatto di Alessandro Bertucci torniamo a fare due passi tra i faggi contorti dei Prati di Sara.
Il portamento contorto e le radici esposte di questi alberi non sono casuali, ma sono la chiara firma delle condizioni ambientali specifiche in cui sono cresciuti, una vera storia di adattamento:
Il Faggio (Fagus sylvatica) sviluppa naturalmente un apparato radicale piuttosto superficiale per assorbire efficacemente acqua e nutrienti dal primo strato di suolo, specialmente in terreni argillosi o rocciosi. Nei prati d'alta quota, l'erosione del vento, dell'acqua e l'azione di gelo e disgelo (il crioclastismo) possono asportare gradualmente il terreno superficiale, denudando le radici più robuste.
Le grandi chiome del faggio in un'area aperta come i Prati di Sara sono esposte a venti forti e costanti. Per resistere a questa pressione e non essere sradicati, gli alberi devono ancorarsi saldamente. Le radici si ingrossano e si sviluppano in modo massiccio, spesso a "piede d'elefante" o a contrafforte, per dare stabilità.
Il fusto e i rami contorti possono derivare da una combinazione di fattori, tra cui la risposta alla pressione eolica (crescita in pendenza per bilanciare lo sforzo) e, in alcuni casi, l'età avanzata e le condizioni di crescita iniziali più difficili (ad esempio, un denso pascolo iniziale o una lotta per la luce).
Quindi, quelle che sembrano stranezze sono in realtà segni di straordinaria resilienza a un clima di montagna.