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Centrale di Ligonchio e la valle di Ozola.

Foto del 05/10/2026

In questo suggestivo scatto di Ferruccio Agnesini, la forza selvaggia dell'Appennino reggiano si fonde con l'ingegno umano: sullo sfondo, incastonata tra i rilievi, spicca l'imponente sagoma in stile Liberty della Centrale Idroelettrica di Ligonchio, adagiata all'imbocco delle selvagge gole scavate dai torrenti del nostro crinale.

⚡ Una "Cattedrale dell'Energia" nel cuore del Parco

Progettata nei primi anni '20 del Novecento ed entrata in funzione nel 1922, la Centrale di Ligonchio è un autentico capolavoro di architettura industriale Art Nouveau:

  • Il ruolo storico: costruita per sfruttare la forza delle acque dei torrenti Ozola e Rossendola, rappresentò un'opera ingegneristica straordinaria per l'epoca, portando energia e sviluppo in tutta la provincia e trasformandosi in un simbolo di modernità per le comunità montane.

  • Oggi: oltre a continuare la produzione di energia pulita e rinnovabile, la struttura ospita atelier didattici del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano (Atelier Di Onda in Onda), unendo scienza, turismo e cultura.

🌊 Perché si chiama "Gola degli Schiocchi"?

Il nome "Schiocchi" (riferito sia al canyon dell'Ozola che alle gole del Secchia) ha un'origine del tutto speciale e legata alla voce della natura:

  • Il suono dell'acqua e delle rocce: deriva dal caratteristico rumore secco e rimbombante — simile a uno "schiocco" di frusta o al crepitare della pietra — generato dal torrente quando impatta con violenza contro le strette pareti verticali di macigno, o dal ruzzolare dei ciottoli spinti dalle piene durante i periodi di forte corso d'acqua.

Un immenso grazie a Ferruccio Agnesini per aver catturato la magia e l'imponenza di un luogo simbolo del nostro territorio!

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Centrale di Ligonchio e la valle di Ozola. — Paesaggi dell'Appennino Reggiano — 05 ottobre 2026