Foto del 05 settembre 2023
Prosegue la nostra escursione virtuale sul nostro Appennino e con la foto di oggi vi portiamo sull'ultimo baluardo difensivo del nostro sistema montano. Difensivo meteorologicamente parlando, poiché è la propaggine più settentrionale della nostra catena appenninica in grado di fermare o deviare le correnti d'aria in arrivo sul reggiano.
Stiamo parlando del monte Ventasso (1.727 metri sul livello del mare) e per conoscerlo scomodiamo ancora una volta la bravissima fotografa Rosanna Bandieri.
Si tratta di una vetta facilmente raggiungibile da Ventasso laghi, a patto di camminare in salita con buona gamba, specie nel tratto finale.
Il suo profilo piramidale svetta in modo inconfondibile per chi sale dalla Pianura verso il Crinale. Lontanamente ricorda quello di un cono vulcanico, ma nel suo passato non abbiamo nulla di igneo. Le sue rocce sono tutte arenarie con unità di monte Modino che poggiano su unità del Ventasso con una deposizione che verso la valle del Secchia si chiama geologicamente a "reggipoggio". Il versante che da verso l'Enza, al contrario, è più morbido e boscato (franapoggio).
Durante l'ultima era glaciale il monte Ventasso ha ospitato un piccolo ghiacciaio e lo testimoniano un paio di archi morenici sotto la sua vetta.
Spartiacque tra valle dell'Enza e valle del Secchia, dal sottostante lago Calamone (1.503 metri sul livello del mare) nasce il torrente Lonza che poi confluisce nell'Enza. Anche il lago Calamone è un'altra testimonianza del periodo glaciale, ma magari ne parleremo meglio prossimamente.
La sua vetta è una comoda sella dalla quale si gode di un panorama eccezionale. Alla sommità abbiamo una grande ed iconica croce in metallo che ricorda 3 alpinisti deceduti sul monte Palù nel gruppo del Bernina nel 1957.
Qui troviamo anche una bella prateria di Mirtilli, Crochi, Genziane, Rose e Carline.
L'etimologia del nome non è chiarissima, una radice potrebbe essere di origine celtica e significherebbe "Punta Sporgente", ma su questo argomento si aprirebbe un dibattito molto lungo. Noi ci limitiamo a rispettarlo e a godere del fantastico ambiente che circonda questa montagna. Nei boschi di faggio ancora si possono trovare grandi Abeti bianchi autoctoni della zona e nascosto il meraviglioso oratorio di santa Maria Maddalena (1.501 metri) di origine medioevale.
Nelle fotografie vediamo alcuni scorci suggestivi dalla vetta, come l'ombra del monte che si proietta nella valle del Secchia, il tramonto verso l'Appennino parmense, la Luna che sorge sulla Pianura e fa risaltare l'umidità che aleggia nei bassi strati d'aria, ......... e tanto altro ancora ... ma non vogliamo annoiarvi, lo scoprirete guardandole attentamente.