Foto del 05 agosto 2025
Oggi con questo fantastisco scatto di Raffaele Perulli torniamo a far visita all'alto appennino modenese.
Ci portiamo nei pressi del suggestivo memoriale alle vittime della seconda guerra mondiale posto nel Passo di Croce Arcana per parlarvi della storia di questo meraviglioso luogo carico di storia, spiritualità e bellezza naturale. La foto ci mostra un momento mozzafiato: la Via Lattea che si apre sopra il monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale, vegliato da due cannoni storici. Un contrasto potente tra la memoria di una guerra e l’infinita pace del cielo notturno.
Ma questo passo non è solo luogo di ricordo: è un crocevia millenario. Conosciuto anticamente come "Passo dell'Alpe alla Croce", già in epoca longobarda segnava il confine tra la Longobardia e i territori bizantini. Dall’VIII secolo in poi fu percorso da pellegrini, mercanti, templari e viandanti, diventando una delle vie secondarie più attive tra la Toscana e la Pianura Padana, seppure meno frequentata della via Francigena.
Durante il medioevo e il rinascimento, lunghe carovane di muli carichi di merci pregiate — come arazzi, tessuti e spezie — si inerpicavano lungo questi pendii. A testimonianza della sua importanza, vennero costruiti ospizi e luoghi di accoglienza: uno a Ospitale di Fanano, voluto da Sant’Anselmo nel 749 d.C., l’altro dai cavalieri templari nei pressi di Prunetta, sul versante toscano.
Con il tempo, però, il passo perse centralità: la cosiddetta "piccola glaciazione" e la costruzione della strada Giardini-Ximenes nel 1781 resero il transito meno praticabile. Il valico cadde nell'oblio, restando usato solo dai valligiani.
Il secondo dopoguerra ne segnò una rinascita inattesa. Grazie allo sviluppo dello sci alpino e nordico, la zona della Doganaccia, poco sotto il passo, tornò a vivere. Vennero costruiti rifugi, impianti di risalita, una funivia da Cutigliano, piste da sci e una piccola chiesa. La Doganaccia divenne così un villaggio d’alta quota, luogo di sport, natura e turismo, ma anche custode della memoria.
Oggi, chi arriva quassù può camminare tra le nuvole e la Storia, toccare con mano un luogo che ha visto passare pellegrini medievali, soldati della Linea Gotica e ora appassionati di astronomia e camminatori. La presenza del monumento ai Caduti, incorniciato dalla volta celeste, ci ricorda che anche nei luoghi più remoti sopravvive la memoria, illuminata dalle stelle.