Pulcino di Avocetta
Foto del 05/07/2026
Il poetico ed evocativo scatto di Salvatore Sepe ci regala un incontro ravvicinato di straordinaria delicatezza con la biodiversità delle nostre zone umide: un giovanissimo pullo di Avocetta (Recurvirostra avosetta) colto mentre cammina sul fango, accanto a un ramo spiaggiato che si specchia simmetricamente nelle acque calme dalle sfumature pastello. Nonostante il soffice piumaggio giovanile e mimetico, in questo piccolo si notano già le zampe lunghe e l'inizio di quel becco bizzarro che lo renderà uno degli uccelli più eleganti d'Europa.
🔬 Il segreto del becco: a cosa serve la curvatura all'insù?
La caratteristica anatomica più iconica dell'Avocetta adulta è il lungo becco nero, sottile e nettamente incurvato verso l'alto. Non si tratta di un semplice capriccio estetico, ma di uno strumento di precisione altamente specializzato:
Il movimento "a falce": l'avocetta non picchietta il terreno. Camminando nell'acqua bassa, immerge parzialmente il becco aperto e lo muove lateralmente con un'oscillazione continua, come se stesse spazzando il fondale.
Un filtro perfetto: questa tecnica le permette di setacciare la melma e catturare crostacei, larve e molluschi. Curiosamente, nei pulli appena nati come quello in foto, il becco è inizialmente corto e quasi dritto; inizierà a curvarsi vistosamente solo dopo le prime settimane di vita.
🗺️ Abitudini e habitat
L'Avocetta frequenta prevalentemente ambienti salmastri e costieri come saline, lagune e casse d'espansione con acque molto basse. I piccoli sono nidifughi: poche ore dopo la schiusa lasciano il nido a terra e corrono agilmente sulle lunghe zampe, imparando subito a nuotare e a cercare cibo in autonomia, sempre sotto l'occhio vigile e protettivo dei genitori.
Un immenso grazie a Salvatore Sepe per aver immortalato con tanta sensibilità questo frammento di vita selvatica.
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