Foto del 05 aprile 2024
Facciamo un tuffo nella geologia del nostro territorio con questo iconico scatto di Roberto Carpanoni. Qui possiamo vedere una delle formazioni calanchive più famose della Provincia di Reggio Emilia, l'anfiteatro del Rio Vico, ai piedi della rupe di Canossa.
Un caotico miscuglio di brecce argillose della successione "Epiligure".
"Successione epiligure" è un termine utilizzato in geologia per descrivere una sequenza stratigrafica di rocce sedimentarie che si trovano al di sopra delle rocce ligure-piemontesi.
Le rocce ligure-piemontesi sono rocce più antiche risalenti al Mesozoico (circa 250-66 milioni di anni fa) e sono principalmente rocce carbonatiche che costituiscono la base dell'Appennino settentrionale.
La successione epiligure delle nostre colline si è depositata successivamente sopra queste rocce più antiche, durante il periodo Oligo-Miocenico (circa 32 milioni di anni fa fino 7 milioni di anni fa), e consiste principalmente di depositi marini e continentali, come argille, marne, arenarie e conglomerati. Questi depositi sono spesso associati a ambienti deposizionali come bacini di subsidenza, delta, piattaforme continentali e ambienti costieri.
Questi calanchi sono la manifestazione dell'Olistostroma di Canossa.
L'Olistostroma è una tipologia di deposito sedimentario composto da una miscela caotica di roccia di varie dimensioni, da frammenti di roccia più piccoli a blocchi più grandi, tutti immersi in una matrice di materiale sedimentario fine. Questi depositi possono essere il risultato di fenomeni geologici come frane, colate detritiche o altre forme di instabilità del terreno.
Nel caso specifico dell'Olistostroma di Canossa, si tratta di una sequenza di depositi che risalgono al Mesozoico, con una composizione principalmente carbonatica. Questi depositi sono stati soggetti a intensi fenomeni di deformazione e frantumazione, che hanno causato il mescolamento e il trasporto di frammenti di roccia su vasta scala. Si ritiene che questi processi siano stati causati da movimenti tettonici associati alla formazione dell'Appennino settentrionale.
L'Olistostroma di Canossa è stato oggetto di studio per comprendere meglio i processi tettonici e sedimentari che hanno modellato l'Appennino settentrionale nel corso della sua storia geologica. Inoltre, è stato utilizzato per inferire informazioni sulla dinamica e l'evoluzione delle catene montuose e delle piattaforme carbonatiche che caratterizzano questa regione.