Foto del 05 gennaio 2026
Torniamo a parlare di biodiversità del nostro territorio con questo simpatico scatto di William Vivarelli che ci permette di parlare di un roditore da record della nostra fauna selvatica... la "Topasega".
Stiamo scherzando, quello è il nome dialettale, stiamo parlando del Mustiolo (Suncus etruscus), noto anche come toporagno etrusco, è un piccolo prodigio della natura: detiene infatti il record di mammifero più piccolo al mondo per massa. Nonostante l'aspetto ricordi quello di un topo, appartiene all'ordine dei Soricomorfi (come le talpe) ed è un concentrato di energia e adattamento evolutivo.
Il nome "Mustiolo" deriva dal latino mus-muris (topo), ma è il suo nome scientifico a raccontare la sua storia: etruscus si riferisce alla regione in cui fu descritto per la prima volta (la Toscana), sebbene sia diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, in Africa e in Asia. In inglese è chiamato Etruscan Shrew.
Le sue dimensioni sono quasi inverosimili: il corpo misura circa 3-4 centimetri, a cui si aggiunge una coda di 2-3 cm. Il peso oscilla tra 1,5 e 2,5 grammi (meno di una moneta da 1 centesimo o di una bustina di zucchero). Ha una pelliccia grigio-rossastra, un muso molto allungato e mobile munito di lunghe vibrisse (baffi) che usa per orientarsi, dato che la sua vista è piuttosto debole.
La sua caratteristica biologica più incredibile è il metabolismo. Per mantenere costante la temperatura corporea in un organismo così piccolo, il Mustiolo deve vivere "al massimo":
-> Battito cardiaco: Può raggiungere i 1300 battiti al minuto (circa 22 al secondo!).
-> Respirazione: Compie circa 800 respirazioni al minuto.
Deve mangiare ogni 1-2 ore per non morire d'inedia. Ogni giorno consuma una quantità di cibo pari a due volte il proprio peso corporeo, nutrendosi principalmente di insetti, larve e piccoli ragni.
È un animale solitario e prevalentemente notturno. Quando le temperature scendono o il cibo scarseggia, entra in uno stato di "torpore" (una sorta di mini-letargo temporaneo) per risparmiare energia. Una curiosità affascinante riguarda la "carovana": quando la madre deve spostare i piccoli, questi si attaccano con la bocca alla coda di chi li precede, formando una fila indiana ininterrotta che si muove freneticamente nel sottobosco.