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Foto del 04 dicembre 2024

Torniamo a fare qualche passo fuori dai nostri confini con questo bellissimo scatto di Ares Cremonini che ci mostra in primo piano la Rupe che ospita la bellissima rocca di Sestola (MO) tra le nebbie.

La sua posizione strategica consentiva il controllo delle vallate dello Scoltenna e del Leo, garantendo l'accesso alla parte meridionale del Frignano. Le borgate più antiche del paese si sviluppano ai piedi della rupe su cui si erge la rocca.

Le origini e il periodo longobardo

Insediamenti umani nell'area sono attestati fin dall'Età del Bronzo, ma il primo documento che menziona una fortificazione, il Castrum Sextulae, risale al 753 d.C. Nel Diploma di Astolfo, il re longobardo donò i territori circostanti al cognato, l'abate Anselmo, fondatore dell'Abbazia di Nonantola.

Dal Medioevo agli Estensi

Nel XIII secolo, la rocca fu al centro di conflitti tra Modena e Bologna per il dominio del Frignano. Gli Estensi consolidarono il controllo nel 1288 e nuovamente nel 1336. Dal 1337 la fortezza divenne sede del Governatore del Frignano, figura chiave per il controllo politico e amministrativo della regione.

La rinascita del XVI secolo

Distrutta durante le guerre del periodo medievale, la fortezza venne ricostruita per volere del duca Alfonso II d’Este, che affidò il progetto a Marco Antonio Pasi, architetto e cartografo. I lavori iniziarono nel 1563 e terminarono circa vent'anni dopo. La nuova struttura fu adattata alle esigenze delle moderne tecniche belliche, influenzate dall'introduzione delle armi da fuoco.

L’età contemporanea

Dal 1816 la rocca fu convertita in penitenziario. Nel 1824, per volere di Francesco IV d’Este, fu piantata la pineta della Fratta attorno alla fortezza. Alla fine del XIX secolo, la Rocca ospitò un osservatorio meteorologico militare, strategicamente situato tra la pianura e il Monte Cimone. Inoltre, alcuni edifici furono adibiti all'accoglienza di bambini dell’Istituto per bambini rachitici di Modena.

Oggi il castello rappresenta una preziosa testimonianza storica e architettonica dell’Appennino modenese, legando la sua eredità alle vicende politiche e culturali della regione.

Foto del 04 dicembre 2024