Lepre e Marmotta
Foto del 04/06/2026
L'incredibile e tempismo perfetto dello scatto di Sonia Bottari ci regala un momento di dinamismo puro della fauna d'alta quota. In primo piano, congelata a mezz'aria in un balzo spettacolare, c'è una Lepre alpina (Lepus timidus), mentre sullo sfondo una Marmotta (Marmota marmota) la "bacchetta" dall'ingresso della sua tana. Un incontro ravvicinato che racconta molto sull'ecologia d'alta quota, ma che solleva anche un affascinante "giallo" geografico.
🏔️ Un focus sulla Lepre alpina: il fantasma delle vette
La lepre alpina (o lepre variabile) è un vero e proprio miracolo di adattamento agli ambienti estremi. Rispetto alla lepre comune, ha orecchie più corte per ridurre la dispersione di calore e ampie zampe posteriori che funzionano come vere e proprie "ciaspole" naturali, permettendole di correre sulla neve fresca senza affondare.
La sua caratteristica più celebre è il mimetismo stagionale: con l'accorciarsi delle giornate in autunno, il suo manto compie una muta completa, passando dal bruno-grigiastro estivo (visibile nella foto) a un candido bianco invernale, lasciando nere solo le punte delle orecchie.
🗺️ L'anomalia geografica: perché non c'è in Appennino?
C'è un dettaglio fondamentale che rende questo scatto unico: sebbene la Marmotta sia presente sia sulle Alpi che sull'Appennino (grazie a riproduzioni e introduzioni storiche), la lepre alpina vive esclusivamente sull'arco alpino. Si tratta di un "relitto glaciale": quando i ghiacciai si ritirarono verso nord alla fine dell'ultima glaciazione, questa specie rimase isolata solo sulle vette alpine, dove trovò le condizioni rigide necessarie alla sua sopravvivenza. Nei nostri crinali appenninici, il suo posto ecologico è occupato dalla Lepre comune.
Questo scatto ravvicinato non è solo una perla fotografica, ma un prezioso promemoria visivo della complessa e fragile biodiversità che popola i pascoli d'alta quota delle nostre Alpi.