Foto del 04 febbraio 2025
Visto l'apprezzamento da parte dei nostri utenti per le zone oltre Crinale, con questo fantastico scatto di Stefano Garfagnoli torniamo in Garfagnana per scoprire la città di Barga e la bellissima montagna sullo sfondo chiamata Pania Secca.
Barga è abitata sin dalla preistoria, con la presenza di insediamenti liguri poi sottomessi dai Romani nel II secolo a.C. Nel X secolo divenne feudo longobardo e in seguito passò sotto l’Impero attraverso i marchesi di Toscana, mantenendo però una certa autonomia.
Nel periodo comunale, Barga fu contesa tra lucchesi e pisani, finché nel 1341 decise di sottomettersi a Firenze, dando inizio a un’epoca di grande sviluppo. I Medici concessero privilegi e agevolazioni fiscali, favorendo il commercio e la costruzione di palazzi rinascimentali come Palazzo Pancrazi, Palazzo Balduini e Palazzo Bertacchi. Nel Granducato di Toscana, Barga fece parte prima del Distretto fiorentino, poi della provincia pisana, e infine, con l’annessione del Ducato di Lucca alla Toscana nel 1849, entrò nel Compartimento di Lucca.
Con l’unità d’Italia, Barga fu assegnata alla provincia di Lucca, pur essendo fino al 1927 un’exclave di Firenze. Tuttavia, l’annessione al nuovo Regno portò a un declino economico, spingendo molti abitanti a emigrare in Regno Unito e Stati Uniti. Alla fine del XIX secolo, alcuni emigrati tornarono, investendo i risparmi in terreni e ville nella periferia cittadina.
Durante la Seconda guerra mondiale, Barga si trovò sulla Linea Gotica e fu direttamente coinvolta nelle operazioni belliche.
Nel dopoguerra, l’industrializzazione della valle ha favorito un’economia mista, mentre gli insediamenti più alti sono diminuiti per mancanza di opportunità economiche. Negli ultimi anni, il turismo è cresciuto grazie alla posizione strategica della città in un’area di grande interesse naturalistico e geologico.
Sullo sfondo abbiamo la maestosa sagoma del monte Pania Secca, mentre le nuvole nascondono la più alta Pania della Croce (la più alta vetta della Versilia e la quarta delle Apuane). La Pania Secca, alta 1711 metri, è una montagna delle Alpi Apuane in Toscana, parte del Gruppo delle Panie nel Parco naturale regionale delle Alpi Apuane. Dalla sua cima, nelle giornate limpide, si possono vedere la Corsica e l’Isola d’Elba. È collegata alla Pania della Croce dal crinale antropomorfo dell’"Uomo Morto", che include il "Naso", alla cui base si trova il rifugio CAI "E. Rossi".
L'area carsica della Vetricia è tra le più dense di cavità naturali al mondo. Sul versante ovest si trovano i "campi carreggiati", tipiche formazioni carsiche. La montagna sovrasta Fornovolasco con la lunga cresta della Gialunga, alla base della quale si apre la Grotta del Vento. Il panorama dalla cima spazia sulle Apuane, la Lucchesia, il Valdarno, le colline toscane e l’Appennino tosco-emiliano. Il nome deriva da "Pietrapana", riferito ai monti degli antichi Liguri Apuani.
La Pania Secca è molto apprezzata dagli alpinisti. Tra le vie più frequentate ci sono la Cresta Nord (I e II grado), la Cresta Est (III grado) e il canale Trimpello, ambito itinerario invernale (IV grado). La parete sud-est ospita il Pilastro Montagna-Dellacasa, una delle salite più difficili delle Apuane (V+ e VI grado), oltre a vari percorsi sportivi impegnativi. Sul lato nord si trovano lastroni attrezzati per l’arrampicata sportiva.